Quella casa disabitata ridotta a rudere e la paura di cedimenti
Simona Bombonato / ivreaNon sono solo gli edifici dismessi che anni fa ospitavano uffici, negozi e servizi a generare in vari punti di Ivrea situazione di degrado. Ci sono anche abitazioni private in posizioni di tutta evidenza a sortire lo stesso effetto. Lo è la palazzina su due piani posta in via Circonvallazione, oltre il semaforo di via Sant'Ulderico, nella porzione della strada che fronteggia il parcheggio ex Foscale sotto l'ospedale ed è compresa a grandi linee tra il kebabbaro e l'agenzia di assicurazioni. Nei mesi scorsi è stato puntellato il piano terra. Il marciapiede invece è stato in parte transennato, ora lo si percorre solo mantenendosi verso l'esterno. Chi conosce la zona e la percorre a piedi, ricorda sicuramente come si presentavano i lati della casa solo l'estate scorsa, là dove i muri perimetrali scendono sotto il livello della strada e dove quelli che paiono inequivocabili segni di cedimento devono aver suggerito il montaggio di un sistema di sostegno tramite pali in metallo. Questo è, oggi. Per altro in un luogo di grande passaggio, anche pedonale, tra il piazzale del mercato e l'ospedale, l'accesso alla Ztl lato via Palma, attività di vendita anche di media distribuzione e un nuovo albergo in fase di ultimazione in via Sant'Ulderico. Più le abitazioni a ridosso che fanno parte della zona residenziale tra via Sant'Ulderico e via San Giovanni Bosco. Chi passa di lì scuote la testa: «C'è da chiedersi se un rudere del genere non metta a rischio l'incolumità pubblica, il dubbio viene a passarci davanti». In Comune, di questa casa disabitata, si sa poco. Se non che, spiega Michele Cafarelli, «c'era un progetto per ristrutturarla datato 2011, lo aveva presentato la proprietaria, una signora eporediese, poi morta. Allora era passata agli eredi, e a quel punto non si fece più nulla. La casa restò così com'è oggi». Cafarelli ha verificato che negli anni non siano state emesse ordinanze di messa in sicurezza non ottemperate. «Non ce ne sono, assolutamente no. Ritengo che le transenne siano state montate per evitare che qualcuno entri abusivamente, quanto ai pali e ai puntelli escludo il pericolo di crolli o cedimenti. Colgo però l'occasione per invitare gli eredi a intervenire: in Comune sono arrivate valanghe di richieste di ristrutturazioni che sfruttano i bonus. Potrebbe essere l'occasione giusta anche per loro». --