La vera storia del Carnevale ricostruita studiando i Verbali

IVREASarà presentato ufficialmente nella sala Santa Marta, mercoledì 10, alle ore 18 e alle 21, per dare modo a tutti di partecipare in totale sicurezza, il libro di Francesco Gioana sullo Storico carnevale di Ivrea, dal titolo "Questa è la nostra storia-1", promosso e realizzato dall'Associazione Citoyens de la Ville d'Ivrèe.Lo scorso martedì, all'enoteca vino e dintorni, in via Arduino, il volume è stato presentato in anteprima alla stampa, in un incontro al quale, accanto all'autore, sono intervenuti l'assessore alla Cultura, Costanza Casali, e Franco Quancia, dottore di ricerca all'Università di Torino e studioso di fama di storia locale, che spiega: «Gioana trascrive, per la prima volta, studia, presenta e analizza, in una nutrita serie di tabelle grafiche di cui è grande esperto, una fonte archivistica e storica eporediese costituita dal primo libro dei Processi verbali del Carnevale di Ivrea 1808-1908, Si tratta di una fonte ideata e prodotta dalle strategie e dal linguaggio dei ceti egemoni di Ivrea del secolo XIX ovvero quei borghesi nati tra Rivoluzione francese e Restaurazione sabauda, che hanno reiventato il Carnevale eporediese lungo tutto l'800». «Una invenzione della tradizione - aggiunge Quancia - secondo la celebre formula dello storico Hobsbawm, foriera di miti, di leggende e anche di notevoli falsificazioni, il tutto ricostruito sulla base dell'antica festa della nostra città. La scrittura è funzionale ed è parte integrante di questo processo di ricostruzione sospeso tra la realtà sociale e politica del tempo e le prassi cerimoniali». E sottolinea: «Il Carnevale d'Ivrea, fino al chiudersi del '700, non esisteva sulla carta, tranne per qualche raro divieto rivolto, come diremmo oggi, all'ordine pubblico. Dall'aprirsi dell'800 in avanti, invece, sarà tutto un produrre di scritti e un consumare carta e inchiostro. Basti vedere gli ordinati del Consiglio comunale conservati all'archivio storico cittadino e che, già negli anni '20 e '30 dell'800, sono pieni di norme e di regole sulla manifestazione. La scrittura fa dunque parte della invenzione del Carnevale attuale». «Quando, oltre trent'anni fa, ebbi la possibilità di poter consultare il Primo Libro dei Verbali - ricorda Gioana - provai una sorta di disagio nel constatare l'assenza quasi totale, nelle sue circa ottocento pagine, di una sequenza temporale corretta dei verbali stessi, dove gli anni più antichi seguono spesso quelli più recenti, i quali proseguono inspiegabilmente in altre parti del Libro, senza alcuna ragione apparente». «Tutti, poi, - evidenzia - hanno sempre parlato di questo antico Libro descrivendolo come se nelle sue pagine fosse stata verbalizzata e raccontata l'intera storia del Carnevale e ogni aspetto delle sue tradizioni immutate da secoli. Venire a conoscenza, invece, anche solo dopo una visione superficiale, che soltanto nel 1908 viene scritto qualcosa sulla figura della Mugnaia, ignorata per cinquant'anni, e che assolutamente nulla si racconta del rito medievale della Zappata per il piantamento dello Scarlo, che è la cerimonia più antica, mi fece pensare che tanti ne parlassero senza averlo mai letto. Questi fatti, ovviamente, mi incuriosirono e mi posero tutta una serie di domande che nessuno, evidentemente, aveva mai pensato di farsi e di cercare di spiegare». Con grande pazienza e un approfondito lavoro certosino, Gioana si è addentrato, pagina dopo pagina, nel tomo antico, realizzando il vero indice del Libro nella sequenza temporale corretta, dove è possibile vedere se tutti gli anni sono presenti e se per ogni anno sono stati fatti tutti i Verbali previsti, rilevando così eventuali mancanze, incongruenze e nuovi inserimenti. «Il risultato -conclude- è questo volume che racconta tutto quello che realmente c'è in quel Libro e che, confrontato e messo in relazione con i documenti coevi e le cronache del tempo, descrive una realtà che è ben diversa dalla vulgata corrente. È stato un lavoro lungo e complesso che mi auguro serva anche a modificare molte false credenze e tanti luoghi comuni sul Carnevale che sono privi di fondamento». Un libro che va assolutamente acquistato per conoscere, finalmente in modo corretto, l'evoluzione della festa carnevalesca. --franco farnÈ