Una via Jervis a misura di turista Così il Comune migliora la zona

Simona Bombonato / ivreaUn mese fa la Sentinella aveva raccontato via Jervis tra marciapiedi malmessi, segnaletica carente e arrugginita, bar chiusi nel fine settimana e l'erba alta divenuta emblematica nell'immagine che ritraeva la scala panoramica (di proprietà privata) ripulita all'indomani per buona volontà di un gruppo di volontari. La domanda ora è: in queste settimane si è fatto qualcosa? Il Comune si è mosso di conseguenza. Rispondono l'assessore ai Lavori pubblici Michele Cafarelli e Renato Lavarini, coordinatore del sito Patrimonio Unesco. Ci sono stati contatti con il proprietario per le condizioni pessime del parcheggio di via Di Vittorio-zona ex ambulatorio che finiscono per impattare anche sulla cattiva manutenzione della scala panoramica?«Per quanto riguarda il parcheggio di via Di Vittorio, fronte Asilo nido Olivetti, era in programma una pulizia generale da parte di Icona che affitta tutto il parcheggio, ma la proprietà sta predisponendo un intervento sull'asfalto per togliere avvallamenti e buche. Attualmente la proprietà ha richiesto i preventivi per l'intervento. In contemporanea con tale intervento avverrà la pulizia completa. Per quanto riguarda la scalinata, verrà mantenuta pulita da Icona».E i marciapiedi? «Occorre distinguere tra i tratti privati e pubblici; rispetto a questi ultimi è in programma la sistemazione dei tratti che presentano criticità, una volta finite le manomissioni in corso, cioè gli interventi sul suolo pubblico per la posa di reti nel sottosuolo svolti direttamente dell'ente erogatore del servizio (Smat, Reti distribuzioni, Enel Sole, Telecom)».Totem museo Maam arrugginiti: soluzioni?«I totem delle stazioni del Maam, cioè quelli del Museo e non altri, sono stati sistemati due anni fa in occasione dell'apposizione della targa Unesco e a una ispezione non ci risultano criticità. Abbiamo, però, completato la stazione Maam sul prato di Talponia con i banner Unesco e abbiamo sostituito i banner Unesco posti sulla stazione Maam all'inizio di via Jervis che si erano rovinati con banner nuovi. Abbiamo predisposto, poi, una ulteriore serie di banner pronti per sostituire quelli attualmente posizionati, una volta rovinati, senza attendere i tempi per rifarli. C'è una struttura Maam di fronte alla stazione che riproduce la mappa e che è rovinata: stiamo valutando la manutenzione da fare e la sostituzione della parte grafica. Per quanto riguarda le altre stele (che non fanno parte del Maam) e che sono rovinate (come quella su via Jervis) è in corso un progetto di segnaletica da parte dell'amministrazione. Se i cittadini trovano delle strutture che sono rovinate e vogliono segnalarcele possono farlo».Parliamo del problema annoso degli allagamenti: dopo gli incontri con i residenti e la Smat, che risposte date ai cittadini?«Siamo in attesa di un nuova soluzione progettuale che Smat sta elaborando su via Jervis, corso Nigra e via Torino. Abbiamo già concordato un incontro per visionare l'avanzamento a metà dicembre».Non è raro che i turisti lamentino l'assenza di una cartellonistica adeguata. «Nel bilancio prossimo abbiamo inserito risorse per mettere un cartello che segnala il Visitor's centre di fronte all'ingresso del Pino e sulla segnalazione del sito Unesco in via Jervis nei pressi di Palazzo uffici 2. Risorse, poi, per intervenire sul tabellone Maam di fronte alla stazione, mettere la comunicazione del Sito Unesco alla stazione. Facciamo presente che a inizio settembre il sito Unesco è stato dotato di cartelli di segnalazione a tutte le vie di ingresso della città». Eventuali sinergie con i bar per incentivare le aperture nei fine settimana?«Il bar è un pubblico esercizio privato che apre nella seconda parte del pomeriggio e resta aperto fino a tarda sera. Quando ci sono iniziative le segnaliamo anche a loro. A breve, però, avvieremo una serie di incontri con i soggetti presenti nell'area e interessati al sito per elaborare programmi di valorizzazione e cura dell'area Unesco. Il nostro obiettivo è coinvolgere proprietari, stakeholder, abitanti, cittadini organizzati affinché la partecipazione che si verifica durante gli eventi di apertura dei beni Unesco possa diventare un'abitudine e non un'eccezione. Su alcune aree dobbiamo essere più insistenti, su altre (come quelle di proprietà Tim, che già ha programmi specifici per esempio per la manutenzione del verde) stiamo procedendo nella definizione di protocolli che confermino gli interventi di manutenzione ordinaria che già vengono fatti e che consentano secondo regole imprescindibili l'accesso dei visitatori alle aree». --