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Vincenzo Iorio / IVREANon è un mistero per nessuno che qualche incontro tra le forze di opposizione c'è già stato e non solo in vista delle elezioni della primavera 2023. Costruire un'alternativa politica, credibile e unitaria, che vada al di là della contrapposizione ideologica al centro destra guidato oggi dal sindaco Stefano Sertoli, è l'obiettivo di Luca Spitale, segretario del circolo cittadino del Partito democratico. Quale ruolo giocherà il Pd per le prossime elezioni?«Metteremo a disposizione della coalizione, la più ampia possibile, consenso, capacità ed esperienza amministrativa, senza nessuna velleità di guidare noi questo processo».Nel 2018 il centro sinistra si presentò spezzettato. Cosa è cambiato oggi rispetto ad allora?«Le forse di minoranza in questi tre anni hanno dimostrato una grande capacità di critica e proposta in consiglio comunale. Molte delle più importanti interrogazioni e mozioni presentate sono firmate unitariamente. Le distanze tra noi e il M5s e la lista civica ViviamoIvrea di Francesco Comotto si sono ridotte, anche se permangono, come è giusto che sia, diversità di vedute».Come immagina si possa arrivare a un candidato unitario?«A mio avviso la strada maestra è quella che ha caratterizzato le elezioni amministrative di Roma e Torino dove i candidati a sindaco vincenti sono stati scelti con le primarie di coalizione. Detto questo la strada da percorrere è ancora lunga, ma credo che ci siano buone possibilità affinché la città torni ad essere amministrata dal centrosinistra, anche se l'errore più grosso che potremmo commettere è quello di dare le cose per scontato. Sertoli, è inutile nasconderlo, ha un grande appeal tra l'elettorato». Affrontiamo alcuni nodi politici di queste settimane. Partiamo dal Carnevale.«Un disastro, pessima gestione. Il Comune ha tergiversato sulle nomine della Fondazione per ragioni squisitamente politiche e a causa di profonde divisioni politiche. Il tutto per arrivare a nominare quegli stessi vertici della Fondazione che hanno imposto modifiche allo Statuto così invise alle componenti. Ora, siamo a inizio novembre e non abbiamo la minima idea su quali potrebbero essere le prescrizioni da parte della Prefettura per l'edizione 2022. Temo, ma mi auguro di sbagliare, che a questo punto non ci siano più i tempi tecnici per organizzare il Carnevale. I responsabili di questa situazione però sono facilmente individuabili. Si è perso un anno prezioso che avremmo fatto bene a impiegare per ricucire gli strappi e porre le basi per l'edizione 2022».Caos trasporti, tra corse dei bus saltate quotidianamente e treni per Torino che arrivano in stazione già strapieni.«C'è un'assoluta incapacità di questa amministrazione di avere un peso specifico sull'argomento. Capisco che la competenza sui trasporti è regionale, ma in queste settimane la voce del Comune non si è sentita. Non possiamo subire inermi le scelte dei valdostani sui treni bimodali senza batterci per avere i treni del mattino con più vagoni. Forse non ci rendiamo conto che senza trasporti pubblici efficienti questo territorio continuerà ad essere sempre meno attrattivo, rendendo impossibile l'inversione del processo di impoverimento e invecchiamento».Prima abbiamo parlato della Fondazione del Carnevale, ma resta irrisolto il tema della Fondazione Guelpa.«Il presidente Battegazzorre si è dimesso nel giugno scorso e a oggi non è stato ancora pubblicato il bando per sostituirlo. Incredibile. Si è deciso di investire sulla nuova biblioteca, azzerando di fatto il capitale della Fondazione, ma ancora non è stato detto quale sarà il futuro di questo ente, come si sosterrà e con quali obiettivi».Qualcuno sostiene che le Fondazioni a Ivrea non funzionano, lei è d'accordo?«Ci hanno accusato per anni di fare nomine sulla base dell'appartenenza politica, ma almeno le persone che nominavamo erano competenti e capaci. Oggi con il centro destra il metodo non è cambiato, se vogliamo essere sinceri, ma c'è un'aggravante: conta solo l'appartenenza politica mentre la competenza lascia molto a desiderare. Sul futuro delle Fondazioni bisogna ragionare tutti insieme. Forse, al di là della forma giuridica, sarebbe più utile un unico soggetto per il Carnevale e la Cultura».C'è qualcosa che salverebbe di questa giunta?«Senza ombra di dubbio la candidatura di Ivrea a Capitale italiana del Libro 2022 è un'ottima intuizione e il lavoro che sta facendo l'assessora Casali va nella giusta direzione. Aggiungo solo che lo spessore di questa candidatura trova fondamento nel sito Unesco, fortemente voluto dall'ex sindaco Carlo Della Pepa. Senza quel riconoscimento oggi Ivrea sarebbe una città come tutte le altre».A fine anno scade il suo mandato da segretario del circolo del Pd, si ripresenterà?«Mi metterò a disposizione del partito e degli iscritti». --