Elenchi vendite immobiliari Proteste degli esclusi e indagini

Mauro Giubellini / IVREAIl mondo forense eporediese è in subbuglio: nei corridoi del Tribunale l'argomento da sette giorni a questa parte sono le polemiche legate alla nuova (è la seconda in ordine di tempo) segnalazione dell'Antitrust sulla formazione degli elenchi degli avvocati da cui "si pesca" per incarichi professionali legati alle vendite giudiziarie. Due elementi di novitàChe si arricchisce di due elementi piuttosto ruvidi e spinosi: sono già tredici i professionisti che hanno ufficialmente protestato per la loro esclusione da quegli elenchi e, soprattutto, il fascicolo aperto dalla Procura lo scorso anno (dopo un esposto dell'avvocato Danilo Pastore) è stato trasformato da "atti relativi" a "contro ignoti" e riassegnato da Valentina Bossi che regge la Procura dopo l'addio di Giuseppe Ferrando. Ciò significa che tutto sarà passato sotto la lente di ingrandimento di un sostituto procuratore anche perché l'Antitrust a Roma ha messo nero su bianco che «ha deliberato che la segnalazione di presunte irregolarità sia oggetto di un parere al Ministro della Giustizia al fine di evidenziare le possibili criticità concorrenziali derivanti dalla mancata adozione del decreto ministeriale vigente». In sintesi: indagherà il Ministero della Giustizia. la palla di neve«Una palla di neve che scendendo a valle diventa valanga» confida uno tra i più noti avvocati di Ivrea ricordando che «tutto è nato in seno al nostro Ordine» e che «il richiamo che fece Danilo Pastore all'etica e alla deontologia doveva «rimanere oggetto di discussione e non finire sulle pagine dei giornali. Che fanno il loro lavoro e quanto sta accadendo è una notizia». Danilo Pastore sull'argomento è sintetico: «Mi auguro che il Consiglio dell'Ordine si riappropri dell'attività vincolata di formare l'elenco avvocati disponibili a essere delegati dal Tribunale. Così ha fatto l'Ordine di Torino a febbraio 2021. Conviene anche al Consiglio ravvedersi verso gli avvocati ingiustamente esclusi, evitando richieste di danni; comunque mi auguro metta il portafoglio personale chi ha prodotto questo groviglio contrario all'interesse pubblico. Come persona offesa resto in attesa che la Procura faccia le sue valutazioni».La replicaL'Ordine di Ivrea sull'argomento evita saggiamente ed accuratamente di dipingere il Foro come teatro di battaglie anche se questa vicenda ha già visto le liti interne sfociare con le dimissioni di alcuni storici e importanti membri, come ad esempio l'avvocato Andrea Lazzari, che era risultato il più votato alle ultime elezioni.L'Ordine aveva chiesto l'inserimento negli elenchi dei soli legali eporediesi e sulla polemica il presidente Cecchin aveva anche scritto una lunga e dettagliata lettera di spiegazioni alla Sentinella del Canavese (che aveva raccolto e raccontato la vicenda). «L'Ordine - era stato spiegato - ha agito nella massima trasparenza e con obiettivi chiari e condivisi». Nei giorni scorsi ha poi precisato che «Il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Ivrea osserva che, recentemente, il Presidente del Tribunale, ha emesso decreto per la formazione degli elenchi dei professionisti delegati per il triennio 2021 - 2024; tale decreto accoglie le osservazioni e l'analisi effettuate sulla questione da questo Consiglio in applicazione della normativa attualmente vigente. Il testo integrale del decreto è pubblicato e liberamente consultabile sia sul sito del Tribunale di Ivrea che su quello del nostro Ordine». Sull'argomento la Presidenza del Tribunale rimanda proprio al recente decreto sottolineandone «l'assoluta trasparenza e liceità». Decreto che però è finito, per la seconda volta, sulla scrivania dell'Antitrust mentre il fascicolo già impolverato sulla ex scrivania del dottor Giuseppe Ferrando riprende vita e tredici avvocati si dicono «danneggiati» per essere «stati esclusi da quegli elenchi» e promettono «azioni volte a ristabilire le loro fondate ragioni per farne parte».il clima turbatoInfatti per molti legali essere titolati alle vendite giudiziarie è fonte di reddito. Un'opportunità di lavoro in un settore dove sono in molti a lottare per sopravvivere. Ed ora quella palla di neve divenuta valanga infastidisce anche i vertici del Tribunale che di questa polemica avrebbero fatto volentieri a meno in un momento storico delicato: negli uffici, non più fisicamente sufficienti a contenere migliaia e migliaia di pratiche, il personale che da anni attende rinforzi, è oberato dal lavoro. E tutta questa vicenda turba il clima. --