Le Ong salvano 500 profughi dai naufragi
Gommoni alla deriva nel canale di Sicilia, barconi che arrivano senza essere intercettati fino a Lampedusa, barche a vela cariche di migranti sulla rotta che dalla Turchia punta alla Puglia e alla Calabria: proseguono gli sbarchi sulle coste italiane e sono ormai oltre 52mila gli uomini, le donne e i bambini che dall'inizio dell'anno sono approdati nel nostro Paese con il sogno di raggiungere l'Europa, il doppio di quanti ne arrivarono nel 2020. Parole dure nei confronti di chi chiede muri in Europa e auspica respingimenti in mare arrivano invece dal Papa che all'Angelus tuona contro i governanti chiedendo di «porre fine» al ritorno dei migranti nei Paesi non sicuri, a partire da quella Libia dove ci sono «veri lager e una violenza disumana». A dare il primo allarme della giornata è Alarm Phone, segnalando due barconi carichi di migranti alla deriva tra le zone Sar di competenza libica e maltese, nel bel mezzo del Mediterraneo. Il primo è un gommone con una sessantina di persone a bordo. «Siamo in contatto con loro, la barca si sta sgonfiando e sta entrando acqua, temiamo il peggio se le autorità non agiscono immediatamente» twitta la Ong che poco dopo afferma di aver perso i contatti. «Il mercantile Hafnia Malacca, che si è avvicinato alla barca riferisce di un possibile respingimento dalla sar di Malta». La posizione segnalata ha però consentito alla GeoBarent, la nave di Medici senza frontiere, di raggiungere il gommone. «Stava imbarcando acqua, ma siamo riusciti a salvare tutte le 71 persone a bordo» dice Msf e e aggiunge che «stavano per essere intercettati dalla guardia costiera libica e costretti a subire nuove violenze e abusi». --