Paragona Draghi all'ex terrorista Battisti Putiferio sulla Garante dei detenuti

Vincenzo Iorio / IVREAÈ un post pubblicato su Facebook a mettere la città di Ivrea in grande imbarazzo a livello nazionale. La foto del premier Mario Draghi con accanto quella di Cesare Battisti, l'ex terrorista italiano condannato all'ergastolo in via definitiva per quattro omicidi compiuti negli anni Settanta: «Nella foto possiamo osservare un caso di estrema somiglianza. Uno è un criminale senza scrupoli. L'altro è Cesare Battisti». A scrivere il post è Paola Perinetto, 53 anni, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Ivrea. La notizia in un amen appare su tutti i siti dei maggiori quotidiani e tv nazionali. Perinetto non ha mai nascosto le sue posizioni contro il 5G e il Green pass e le critiche verso l'operato del governo che ha reso obbligatorio il lasciapassare vaccinale. Proprio per questo, lo scorso 14 ottobre, in previsione dell'entrata in vigore delle norme sul Green pass, la Garante aveva salutato i detenuti con l'impegno di seguire da remoto le segnalazioni e i casi già presi in carico. In questi giorni Perinetto ha riempito la sua bacheca Facebook di post per denunciare l'intervento della polizia contro la protesta dei portuali a Trieste, che ha definito "la Tienanmen italiana". "Dicono che i manifestanti tiravano oggetti contro la polizia. Nessuno ha tirato niente, io ero lì", dice in un video pubblicato poche ore prima del post su Draghi. Ieri mattina (giovedì) il sindaco Stefano Sertoli è al telefono con Mauro Palma, Garante nazionale dei detenuti, il primo a prendere una posizione durissima nei confronti di Perinetto. Palma si rivolge direttamente al sindaco e al consiglio comunale affinché «valutino la rimozione della Garante dall'incarico ricoperto dopo l'inqualificabile parallelo da lei proposto e le valutazioni espresse». L'imbarazzo è grande, tanto che ieri sera viene convocata d'urgenza la conferenza dei capigruppo per capire come uscire da questa impasse. Tutti concordi: nel consiglio comunale di lunedì 25 viene aggiunto, come ultimo punto all'ordine del giorno la rimozione di Perinetto. La discussione avverrà a porte chiuse. «Di fronte a quel post sono rimasto basito - commenta a caldo il sindaco Stefano Sertoli -. Tutti possono avere le proprie opinioni sul Green pass e sui vaccini, ma quando si ricopre un ruolo istituzionale, su mandato del consiglio comunale, ci vuole rispetto per le altre istituzioni. Questi atteggiamenti non sono tollerabili. Sulla sua rimozione dall'incarico ovviamente deciderà l'aula».Al telefono di Paola Perinetto risponde una donna che fa sapere che la Garante non intende parlar con nessuno. Il post con Draghi e l'ex terrorista Battisti è sparito dalla sua bacheca. Perinetto è stata eletta Garante, dal consiglio comunale, nel settembre del 2018. Il bando pubblico era stato emanato dal sindaco precedente, Carlo Della Pepa. Avevano risposto Perinetto e Gabriella Colosso, poi eletta in consiglio comunale e quindi incompatibile con quel ruolo. Sertoli aveva quindi riaperto il bando a cui avevano risposto Raffaele Orso Giacone e Valeria Ferraris. Il Pd in aula aveva sostenuto quest'ultima, mentre Perinetto, appoggiata dalla maggioranza di centro destra, era stata eletta con 10 voti. Sul suo operato di Garante il giudizio positivo è stato unanime. Nel febbraio del 2020 aveva presentato in consiglio comunale la relazione annuale. Aveva parlato di sovraffollamento, di un carcere strutturalmente vecchio e privo di manutenzioni, della mancanza di un direttore fisso. Durante il lockdown era stata la sola, oltre agli avvocati, a poter entrare nella casa circondariale, facendosi carico anche del lavoro svolto dai volontari. Il suo incarico è di fatto gratuito, se si eccettuano 300 euro di rimborso spese annuo. Tanto che il consiglio comunale all'unanimità aveva chiesto a gran voce di aumentare quella cifra a 1.000 euro all'anno. E nel consiglio di lunedì 25 c'è proprio un punto all'ordine che prevede l'approvazione di questa misura. «Quel post, che Perinetto ha rimosso non appena gliel'ho segnalato, è indubbiamente un errore - commenta Bruno Mellano, Garante dei detenuti per il Piemonte -. Ma l'errore in cui è incorsa la collega non deve cancellare il lavoro effettuato in questi anni né far venir meno il rispetto della persona».In città il Pd è la prima forza politica a schierarsi contro Perinetto. «Chiediamo al sindaco di provvedere con urgenza alla sua rimozione - dice Luca Spitale, segretario del circolo cittadino - e procedere alla sua sostituzione secondo le modalità definite dal regolamento comunale». «Non dobbiamo negare a nessuno di poter liberamente esprimere le proprie opinioni, tanto più su un argomento così delicato e dirompente come quello dell'obbligatorietà del Green pass nei luoghi di lavoro e pubblici - aggiungono il capogruppo Maurizio Perinetti e la consigliera Gabriella Colosso - ma ci sono limiti che non possono essere superati, tanto più da persone che ricoprono cariche istituzionali. Le espressioni usate dalla Garante Paola Perinetto sono assolutamente inaccettabili, al punto da ritenere non più compatibile la carica pubblica da lei attualmente ricoperta». «La salute è sicuramente un diritto di ciascuna singola persona - aggiunge Perinetti che ieri mattina ha subito scritto una lettera indirizzata al sindaco - ma ancor di più della collettività nel suo insieme e le scelte che il nostro Governo sta facendo vanno proprio in questa direzione, come del resto le scelte che l'amministrazione di Ivrea ha assunto in tutto questo difficile periodo».Perinetto viene di fatto scaricata anche dalla maggioranza. Forza Italia è per la sua rimozione, così come la Lega. «Quelle parole sono davvero imbarazzanti - spiega la capogruppo della Lega Salvini Anna Bono -. Tra l'altro quel post pubblicato su Facebook era rivolto a tutti, neanche a un pubblico ristretto di amici. Quando si ricopre un ruolo istituzionale, quando si assume un incarico pubblico su mandato del consiglio comunale, le istituzione vanno rispettate. Tra non essere d'accordo sulla politica del Green pass e paragonare il premier Draghi a un terrorista ce ne passa». La rimozione di Perinetto viene chiesta a gran voce anche dal Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria: «Se non sa distinguere la quarta carica dello Stato da un assassino è proprio la persona sbagliata nel posto sbagliato». --