Prevenzione in Asl al tempo del Covid
IVREAPrevenzione senologica in era Covid è il titolo della mattinata dedicata, sabato 16, a interventi e testimonianze da parte di medici e operatori sanitari al Polo formativo Officine H nell'ambito dell'Ottobre rosa. Un video ha illustrato le caratteristiche dell'attività svolta sul territorio dalle strutture preposte, in particolar modo dall'unità di senologia di Strambino, con mezzi diagnostici di ultima generazione. Introdotti da Sebastiano Patania, direttore struttura complessa radiologia Ciriè Asl/To4, i relatori si sono soffermati sull'importanza della prevenzione attraverso strumenti di diagnosi precoce e sugli effetti provocati dalla pandemia su questa routine. «Nella prima parte del periodo pandemico abbiamo subito addirittura un fermo nell'attività di screening, passata in secondo piano per garantire la tenuta del sistema sanitario durante l'emergenza - ha affermato la dottoressa Eva Anselmo, responsabile Unità di valutazione organizzazione screening Asl/To4 -. Il virus ci ha costretti a pensare fuori dagli schemi tradizionali per poter ripartire: ecco che abbiamo esteso gli orari cercando nuove sedi e la massima disponibilità dei professionisti». Anselmo ha concluso fornendo alcune percentuali: «Col coordinamento regionale e l'ausilio della tecnologia riusciremo a recuperare volumi di attività pari a un 50% quest'anno e un 50% l'anno prossimo, in modo da non creare, nel tempo, disequilibri nel regolare flusso dei controlli programmati con cadenza biennale». Ha usato un'immagine forte Francesca Bisanti, direttrice struttura complessa radiologia Chivasso: «Come uno tsunami il Covid ha distrutto tutto in un attimo e tutti noi siamo scesi in campo per combatterlo. La pandemia ci ha anche insegnato che dobbiamo fare squadra mettendoci tutti in gioco. Molti hanno atteso il momento di entrare in sicurezza nelle strutture: quel momento è oggi». Silvia Bagnera, facente funzione responsabile struttura semplice dipartimentale senologia Asl/To4, si è soffermata su un elemento positivo nelle criticità: «Rispetto ad altre realtà nazionali, dove i ritardi nello screening sono arrivati fin oltre i quattro mesi, noi siamo riusciti a mantenere le aspettative delle donne nei nostri confronti. Ciò è accaduto grazie a persone che hanno scelto di lavorare a dispetto dei rischi. Una criticità che per me ha pesato particolarmente è stata la necessità di mantenere distanze interpersonali con le mie pazienti, che ha fortemente limitato l'approccio empatico». «Tutti noi, operatori della Breast unit, siamo riusciti a non lasciare sola alcuna donna durante la pandemia, offrendole le terapie medico chirurgiche di cui aveva necessità - ha affermato Renzo Orlassino, direttore struttura complessa anatomia patologica Asl/To4 -. La ricerca nel campo dei farmaci immunologici intanto non si è fermata, offrendo, per il futuro, cure sempre più efficaci e mirate». Note positive anche da Lodovico Rosato, direttore struttura complessa chirurgia generale Ivrea-Cuorgnè: «Nonostante l'emergenza abbia sottratto personale ai reparti, siamo riusciti a mantenere il più possibile l'impegno in ambito oncologico». Rosato ha quindi concluso con una lode: «Patania ha raccolto i migliori medici, infermieri e tecnici creando una squadra vincente». --Paolo Airoldi