Mancini, caccia senza sosta al numero nove
Guglielmo Buccheri / torinoSenza nove si può giocare, anzi no. L'Italia campione d'Europa sceglie di sfidare la Spagna con gli stessi argomenti e cade dopo trentasette duelli senza conoscere sconfitta: l'attacco "leggero" a San Siro sarebbe dovuto essere un rifugio sicuro e già conosciuto, si è rivelato una piccola trappola aprendo, o meglio, amplificando un caso Nazionale.Il commissario tecnico azzurro Roberto Mancini ha fatto tredici, tanti sono gli iscritti alla categoria dei centravanti scesi in campo, almeno per un minuto, nell'era Mancio. Risultato? Immobile e Belotti o Belotti e Immobile sono in fuga rispetto alla concorrenza, ma su entrambi non mancano dubbi e perplessità: Ciro e il Gallo non sono fatti per sposare questa Italia del divertimento e dell'armonia nei movimenti là davanti, meglio guardarsi attorno in prospettiva Mondiali del 2022 è una delle riflessioni sul tavolo. Che i numeri nove di Lazio e Torino non facciano sognare con la maglia azzurra addosso non è una novità dell'ultim'ora, ma dietro di loro il panorama non si segnala per ricchezza e, così, il Gallo e Ciro si fanno sentire di più quando non ci sono piuttosto che per le prodezze sul terreno da gioco quando devono correre con l'Italia.Da Roma, debutto ad Euro 2020, a Wembley, notte dell'ubriacatura di massa, abbiamo costruito il nostro Europeo con due punte (i già citati) e un po' di fantasia nelle scelte per la linea offensiva. E dopo l'Europeo, Immobile è scomparso, Belotti si è infortunato: Raspadori, complice il problema al collo di Kean e la deludente prova del tridentino contro la Spagna, si candida al ruolo dentro lo Stadium domenica pomeriggio, ma il problema è l'orizzonte, anche temporale visto che tra dodici mesi si duellerà al Mondiale, ancora da conquistare. Oltre i tredici attaccanti del partito Mancini c'è poco perché appare fin troppo temerario pensare ad una crescita esponenziale dei vari Pinamonti (Empoli), Colombo (Spal) o Lucca (Pisa) e, così, rimanere aggrappati agli amici Immobile e Belotti deve essere letto come un valore aggiunto.Mancini non abbandonerà l'opzione attacco senza centravanti puro anche perché, in fatto di esterni, ne abbiamo in abbondanza così come di ragazzi capaci di sdoppiarsi. Ma lo stesso commissario tecnico sa che per capitalizzare un gioco, seppur elegante e di qualità, occorre una mossa da numero nove: se nel cuore dell'area spagnola al posto di Insigne ci fosse stato un attaccante abituato a vivere negli undici metri, le probabilità che l'Italia rimettesse in equilibrio la semifinale di Nations League sarebbero aumentate. Perdere dopo tre stagioni ci può stare, interrogarsi sul come ripartire per rifermarsi il più tardi possibile è il quesito del giorno: senza nove si può vivere, ma senza nove la strada verso il successo si complica. La bella generazione azzurra è ricca di talento e sostanza in mezzo, lo è in parte dietro, lo è molto meno se sulla scena entra l'attacco. --© RIPRODUZIONE RISERVATA