Cominetto, il sindaco cacciatore «Si può fare rispettando le regole»
burolo«Io sono cresciuto con la caccia, quando da bambino accompagnavo mio zio, lui mi ha insegnato tutto su questo nobile sport», così Franco Cominetto, sindaco di Burolo, parla di un'attività, quella della caccia, molto diversa da quella che i detrattori di questa disciplina solitamente dipingono. «Ho cominciato molto giovane - prosegue - , ma fin dall'inizio mi hanno insegnato le regole. Perché come in molti aspetti ed attività della vita quotidiana, sport, lavoro, amministrazione comunale se non si rispettano le regole allora non si rispetta ciò che si fa e si fa altro. Così e la caccia. Io non sono uno di quei cacciatori che deve sparare a tutti i costi e deve tornare a casa con qualche preda se no, non è contento». Come si vive la battuta di caccia? «Per me la caccia è un piacere, una passione. Quando mi è possibile prendo il mio cane e il mio fucile, mi sveglio di buona mattina e vado nei boschi. Io caccio i fagiani, mi piace dare sempre una possibilità alle mie prede e non mi accanisco mai su di loro. Non sparo ad uccelli che non si devono cacciare e faccio sempre molta attenzione a cosa e dove sto sparando. La caccia è uno sport, una passione, un'arte da moltissimi anni ha perso la sua funzione di sostentamento, per cui se non prendo una preda non mi dispero. Mi siedo, mi mangio il panino che mi sono portato come merenda, parlo con il mio cane, se anche la caccia è andata male abbiamo fatto una bella passeggiata nei boschi». Un cacciatore è un nemico della natura? «Per quel che mi riguarda nulla di più sbagliato. Io sono un amante della natura, la difendo. E penso che molti cacciatori che come me condividono certi valori e regole siano più ambientalisti di molti altri che si considerano tali. Come dicevo io non caccio perché odio gli animali e li voglio ammazzare tutti, caccio per passione e rispetto la natura. Durante una battuta trovai un rapace ferito, lo recuperai e lo portai dal veterinario per curarlo. Sto attento a non causare danni, a non abbandonare rifiuti e molti cacciatori sono i primi ad aiutare gli animali, so di cacciatori che hanno comprato il fieno per i camosci quando in alta montagna mancava loro cibo. Come al solito ci sono molti che si definiscono cacciatori e non hanno alcun rispetto, ma come in molti casi non è giusto generalizzare». La caccia potrebbe essere del tutto abolita? «Credo che non sia corretto questo discorso. La caccia è regolamentata ed è un'attività che si può continuare a fare rispettando le regole. Alla gente viene spesso propinato che la causa dell'estinzione di alcune specie sia perché vengono cacciate senza esclusione di colpi mentre è noto che ci sono animali come lepri e altri che sono spariti a causa dell'inquinamento, della conversione delle culture, per l'abbattimento dei boschi e degli alberi, per fattori ambientali che non hanno a che vedere con la caccia. E poi c'è la funzione di contenimento di alcune specie animali. Prendiamo i cinghiali, un esempio fra tutti, senza predatori naturali rimangono solo le battute di contenimento e chi le fa queste battute se non i cacciatori?». --valerio grosso