Carema celebra il suo vino e consegna il Grappolo d'oro

CAREMA La 69ª edizione della Festa dell'uva e del vino di Carema ha vissuto, nella serata di sabato 25, uno dei suoi momenti più attesi e significativi con l'assegnazione del Grappolo d'oro, riconoscimento che premia la qualità delle migliori uve prodotte sui terrazzamenti ricavati lungo le pendici della montagna dall'ostinata ed appassionata intraprendenza di uomini e donne caremesi dediti a questa coltura. Alla presenza di un'ottantina di persone, la premiazione ha visto la consegna di oggetti ed attrezzi agricoli a partire dal 39° classificato fino al primo. «Desidero ringraziare le amministrazioni di Donnas e Pont-Saint-Martin, la cantina Caves cooperatives de Donnas, la Cantina dei produttori Nebbiolo di Carema e tutte le attività commerciali, gli studi tecnici e gli imprenditori che hanno offerto i premi di questa edizione», ha detto il sindaco Flavio Vairos. Una giuria composta da enologi, agronomi e tecnici ha valutato, sotto un profilo ampelografico, le uve consegnate nella mattinata di sabato da 46 produttori. La forma del grappolo e la percentuale di zuccheri presenti al suo interno sono stati i principali parametri che hanno guidato la scelta dei quattro giudici: Andrea Clerin, Carlo Borsani, Elena Mania e Marco Giovanetto. Il Grappolo d'oro è andato a Matteo Bosonetto, che ha preceduto Mario Bosonetto, classificatosi al 3° posto, e Olivio Vair Piova, a cui è toccata la piazza d'onore. Il successo di Bosonetto, 28 anni, una tradizione familiare nella viticoltura che affonda le radici in generazioni e generazioni, è la conferma di una realtà proiettata nel futuro dei vini caremesi e anche dell'ambiente naturale di questo angolo del Canavese. «La famiglia di mio padre è originaria di questa terra e siamo viticoltori da sempre. Il mio bisnonno è stato uno dei dieci soci fondatori della cooperativa della Cantina dei produttori nebbiolo di Carema di cui, da quasi tre anni, rivesto la carica di vicepresidente», ha dichiarato il vincitore subito dopo aver ricevuto, per la quarta volta nella storia della sua famiglia, l'ambito riconoscimento. «Oggi il vino di questi terrazzamenti si sta facendo conoscere ed apprezzare ben oltre i loro confini: il 30% della produzione dalla nostra cantina è esportato in Inghilterra, Stati Uniti, Giappone ed Australia - ha aggiunto -. Siamo impegnati ad investire sul territorio per riconvertire in vigneti aree boschive abbandonate. All'inizio del Novecento si contavano quasi 50 ettari di territorio coltivati, oggi ne rimangono 20. Il vino sta acquisendo sempre una maggiore identità come aspetto culturale e le giovani generazioni lo stanno comprendendo ed apprezzando. La nostra prospettiva per il futuro s'indirizza quindi verso un loro coinvolgimento sempre più significativo, come fruitori ma anche e soprattutto come lavoratori di questo settore». Bosonetto ha rivolto infine parole d'affetto per la comunità di cui fa parte: «Questa festa è una tradizione rispettata e onorata da tutta la nostra gente, che annualmente porta le sue uve per essere valutate, ed un grazie particolare va a tutti gli sponsor che rendono possibile il tramandarsi di questo evento così importante per Carema». --Paolo Airoldi