Nasce l'associazione degli olivicoltori Prodotto di nicchia e grandi potenzialità

DONNASPuò contare già su 150 soci la neonata associazione valdostana olivicoltori (Avo). Una realtà al debutto ma con idee chiare e voglia di fare, per valorizzare un settore che negli ultimi anni ha mosso significativi passi in termini qualitativi di prodotto e di tutela del territorio. «Una nicchia con un alto potenziale» come annunciato ieri, giovedì, in occasione della presentazione promossa nella biblioteca comunale di Donnas dal Comune e dall'assessorato regionale all'Agricoltura, dal presidente del sodalizio, Dario Martinelli.«L'associazione nasce nel 2021 con sede provvisoria a Donnas in via Balme, 1 e che sarà poi trasferita nell'ex municipio - ha detto Martinelli -. Il nostro ente è senza scopo di lucro e intende valorizzare l'ulivo e il prodotto finale attraverso azioni di recupero ambientale dei suoli montani. In tutta la Valle le piante coltivate sono circa 3.600 ma si prevede un ulteriore incremento. La produzione è da quantificare, si suppone 10 kg per pianta, per circa 40 quintali di olio complessivi. Per diffondere la conoscenza delle corrette pratiche, l'associazione intende fornire supporto tecnico, organizzare corsi di formazione, promuovere convegni e degustazione, proporre realizzazione di un frantoio nel medio lungo periodo. Nell'attesa continueremo a frangere le olive a Settimo Vittone» ha concluso Martinelli.«Per Donnas è un giorno importante - ha detto il sindaco, Amedeo Follioley -. Auguriamo a questa associazione di crescere nel solco del percorso compiuto dalla Doc che quest'anno celebra i 50 anni. L'olio è un prodotto di nicchia che rappresenta un'opportunità per i giovani agricoltori e per combattere l'abbandono dei nostri terrazzamenti. È una pianta che non va in contrasto con la viticoltura, è un tassello per tenere in ordine il territorio».E la storia dell'olivo in Valle d'Aosta ha origine antiche. Dati sulla olivicoltura sono già presenti alla fine del XV secolo. Nei registri del Collegio Saint-Gilles di Verrès del 1775, si annota di una raccolta di olive che garantì discrete quantità di olio. Anche da qui si partirà, dall'analisi delle piante storiche presenti a Verrès, per nuove ricerche e prospettive. Al fianco dell'associazione ci sarà anche l'Institut Agricole «che assicurerà collaborazione e sostegno assieme ai tecnici della Regione» come evidenziato dall'assessore regionale all'agricoltura, Davide Sapinet. Luca Giovanetto, tecnico del settore, ha ribadito l'importanza della ricerca: «Sono in contatto con il Cnr di Firenze per aprire una collaborazione. L'obiettivo è evidenziare le qualità delle piante storiche che si sono adattate al territorio. Ci sono ottime possibilità per crescere, Piemonte e Valle d'Aosta assieme». --Amelio Ambrosi