Abrignani: «Il Green Pass a partire dai 12 anni»

L'intervistaFrancesco Rigatelli / MILANO«Bisogna dividere le scuole tra quelle con studenti sopra i 12 anni, che vanno vaccinati, e quelle con classi sotto, per cui si attende l'autorizzazione dell'Ema». Sergio Abrignani, membro del Cts, professore ordinario di Immunologia all'Università Statale e direttore dell'Istituto nazionale di genetica molecolare Invernizzi del Policlinico di Milano, affronta i problemi dell'inizio dell'anno scolastico.Cosa succede nelle scuole sopra i 12 anni?«Il personale scolastico è vaccinato e molti ragazzi pure. Per proteggere meglio la comunità il Green Pass andrebbe esteso a tutti gli studenti sopra i 12 anni, come all'università».E nelle scuole sotto i 12 anni?«Il personale è sempre vaccinato, anche perché rischia di più con bambini non ancora vaccinati, per cui ci saranno dei focolai. È importante coprirli non appena arriverà l'autorizzazione dell'Ema. A parte gli under 12 nessun altro cittadino con qualsiasi problema è giustificato a non vaccinarsi».Come convincere chi dice «Sono giovane, non mi ammalo e comunque gli anziani sono tutti vaccinati»?«Ammesso che non si ammali, va vaccinato perché non contribuisca a diffondere l'infezione. Circa un terzo dei vaccinati si può reinfettare, anche se in maniera non grave, e poi ci sono ancora persone non vaccinate e fragili».A proposito di fragili, si può dar loro la terza dose senza aspettare il parere dell'Ema?«Sì, perché i vaccini sono stati approvati e i dati israeliani mostrano che su 140 mila vaccinati con tre dosi la protezione dopo 15 giorni dalla terza dose è comparabile con quella a 15 giorni dalla seconda, dunque quasi al 90%».Cosa significa iniziare dai fragili?«Aiutare circa 400 mila persone che non hanno risposto alle prime dosi: immunodepressi, trapiantati, pazienti oncologici sotto chemioterapia, pazienti autoimmuni con terapia ad alto dosaggio».E poi?«Si ricomincerà il giro a partire dagli operatori sanitari e a scendere per fasce di età. La circolare del ministero non c'è ancora, ma l'orientamento è dare la terza dose a tutti gli italiani nel 2022».È certo dunque che l'immunità decada?«I dati israeliani dimostrano che dal 90% scende al 60 dopo quattro-sei mesi. La paura era che dipendesse dalla Delta, mentre nuovi studi provano che la terza dose ripristina l'efficacia del vaccino».La memoria immunitaria dura più a lungo?«Sì, dopo quattro-sei mesi la protezione dall'infezione scende al 60%, mentre dalla malattia grave all'80. La memoria continua, ma senza terza dose un contagiato su cinque si ammalerebbe gravemente».Il professor Galli domanda: perché un fragile che non abbia risposto a due dosi dovrebbe giovarsi della terza?«Non tutti se ne gioveranno, ma per alcuni potrebbe funzionare. Per esempio con l'epatite B nei dializzati la terza dose risulta utile».Ancora Galli sostiene che ai guariti non servirebbe nessuna dose e meriterebbero il Green Pass, che ne pensa?«Non si sa, bisognerebbe fare uno studio. Nel dubbio meglio considerare l'infezione come una prima dose, fare la seconda e poi la terza, tanto non fa male».Il Green Pass fin dove verrà allargato?«Per me a qualsiasi attività al chiuso con più di due persone».Compresi gli uffici?«È l'unico modo per mitigare i 10 milioni di non vaccinati, di cui 3 a rischio perché over 50. Ricordo che la morte è 15 volte più probabile nei non vaccinati». Non sarebbe più diretto l'obbligo?«L'ho sempre pensato, ma è poco praticabile. I No vax che vivono di certezze paranoidi sono 1 milione e non si può mandargli i carabinieri a casa».Non si arriverà all'obbligo dunque?«Diventerebbe uno stato di polizia o un obbligo senza applicazione. È meglio allargare al massimo il Green Pass, tanto che i politici e gli intellettuali che lisciano il pelo ai No vax lo temono e propongono l'obbligo, proprio perché sanno che sarebbe impraticabile».Il Green Pass basterà ad arrivare al 95% di vaccinati?«Sì, anche se non si conosce la percentuale sufficiente per contrastare la variante Delta. Certo è sopra al 90».E poi come si manterrà l'immunità?«Dopo la terza dose la memoria immunologica dovrebbe durare anni, almeno così accade con molte malattie infettive. A quel punto il virus potrebbe diventare endemico come il morbillo, cioè a bassa incidenza contro una popolazione largamente immune».Nonostante la situazione globale?«Sì, salvo varianti pericolose e se entro il 2022 renderemo la situazione stabile in Europa con la terza dose ed entro il 2023 faremo lo stesso col resto del mondo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA