I luoghi possibili di Ernesto Morales in mostra da sabato nel Salone dei 2000
IVREAÈ organizzata dall'Agenzia per lo sviluppo del Canavese la mostra Ernesto Morales. Possible Places, personale del celebre artista di origine argentina e italiano di adozione, visitabile da sabato 12 settembre al 10 ottobre, alle Officine Ico, in via Jervis 11, tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 10 alle 18, a ingresso gratuito con registrazione obbligatoria su www.agenziasviluppocanavese.com. Un evento importante non solo per la qualità dell'artista e delle 10 opere di grandi dimensioni che saranno esposte, ma anche perché si tratta del primo appuntamento attraverso il quale l'Agenzia, il cui obiettivo è essere strumento di promozione e valorizzazione del Canavese, grazie allo scambio e condivisione di idee tra attori politici ed economico-sociali del territorio, conferma il proprio impegno a offrire eventi culturali per renderlo ancora più attrattivo. In mostra una serie di lavori nei quali il soggetto dell'architettura si fa pretesto per una ricerca sullo spirito dei luoghi e sul ruolo simbolico della città: luoghi sognanti e sognati, paesaggi onirici e reali, ricostruiti attraverso una memoria personale e collettiva. I temi cari all'artista si dispiegano in un racconto denso e coerente che ingaggia, opere dopo opera, un dialogo serrato con lo spazio in cui è ospitato, il Salone dei 2000, un'area fondamentale nella storia della fabbrica olivettiana. «L'impegno è stato notevole, ma ce l'abbiamo fatta, grazie anche a diverse realtà che, a vario titolo, hanno collaborato con noi - ricorda Luisa Marchelli, presidente dell'Agenzia -. Questa esposizione a Ivrea, mirabilmente curata da Alessandra Redaelli, critico d'arte e curatrice di eventi di arte contemporanea, è nata grazie a un'amica, Chiara Ferrero, titolare insieme al marito Massimo, della Galleria Ferrero, a Villa Nesi, dove da dieci anni propone con successo artisti contemporanei selezionati conosciuti a livello nazionale e internazionale, promuovendo i giovani e anche gli artisti consolidati storicamente. È stata lei a condurmi in visita, a Torino, all'atelier di Morales le cui opere mi hanno incantato e ho immediatamente immaginato nello spazio in cui la mostra è ora in allestimento». A nome di Icona, proprietaria di 60.000 metri quadri degli ex stabilimenti Olivetti, comprensivi del Salone, Gianberto Manera si è detto lieto di aver messo a disposizione uno dei luoghi olivettiani più iconici: «Il Salone dei 2000, secondo la pianificazione dei nostri architetti sarà l'ultimo dei nostri spazi a venir restaurato e, in futuro, sarà destinato ad ospitare eventi pubblici e privati. Una mostra in questo luogo, esprime appieno il riappropriarsi di una destinazione naturale: con l'ingegner Adriano, infatti, il Salone era solito ospitare personalità illustri di ogni settore e anche mostre, coniugando arte, bellezza e design con la meccanica». «Sono felice che la mia personale sia allestita in questo luogo - afferma Morales -. Mio padre che è regista teatrale, mi ha raccontato che, giunto a Buenos Aires dall'Uruguay, dove era nato, fondò, negli anni '70 una compagnia teatrale che divenne molto conosciuta e la fondò negli spazi della locale sede Olivetti, l'edificio più alto della città, all'epoca una fucina culturale». --Franco Farnè