Azzurri, con la Lituania è vietato sbagliare
Paolo BrusorioAlla ricerca del gol, ma anche di quel soffio di vento giusto per tornare a gonfiare le vele. Dopo i due stitici pareggi con Bulgaria e Svizzera (più grave, di molto, il primo) l'Italia stasera chiude questo trittico con la più facile delle avversarie, la Lituania. Con il rispetto che si deve, alla Lituania e soprattutto all'imponderabilità del calcio, prima delle due frenate lo snodo di Reggio Emilia avrebbe preoccupato il giusto. Così invece tocca alzare la guardia, l'Italia è in testa e se vince tre partite va dritta e filata in Qatar. Le carte le diamo noi, insomma. Sbagliare sarebbe un peccato mondiale e allora anche stasera ci tocca stare sull'attenti. Siamo campioni d'Europa e tocca rimettere in campo il censo il prima possibile. E poco importa se l'avversario occupa il posto numero 134 del ranking Fifa e in classifica naviga, si fa per dire, a zero punti con 8 gol presi e uno solo segnato: proprio macinando squadre nettamente inferiori, la Nazionale ha costruito e messo nel motore quell'autostima poi tornata utile al momento buono. Agli Europei. Tocca fare tanti gol, ma se il problema è il centravanti allora il dovere diventa un obbligo anche faticoso da assolvere. E qui Mancini fa la voce grossa. Dopo aver generato entusiasmo quando serviva (all'inizio della sua gestione); gestito l'euforia galoppante (durante l'Europeo), ora il ct veste i panni inediti di parafulmine. Nei confronti del gruppo e dei singoli, e qui si parla di Immobile. «Mi sembra di essere tornato ai tempi di Balotelli, cercate a tutti i costi un capro espiatorio. Per gli attaccanti gira così, per Ciro è un momento particolare, poi magari al Mondiale farà otto gol». Legittimo difendere il centravanti, però i ripetuti colloqui live durante la gara di Basilea testimoniano in maniera inequivocabile come il problema esista eccome. Poi è sbagliato ridurre tutto al centravanti come anche gettare la croce addosso alla Nazionale: le occasioni per vincere ci sono state e pure grosse, Donnarumma ha fatto più da spettatore che da attore, e le mancate vittorie sono da ascrivere a due voci: imprecisione e stellone. In fondo lo dice anche il ct: «In questa fase della stagione non possiamo essere brillanti come all'Europeo quando abbiamo avuto anche quel pizzico di fortuna che invece ora ci è mancato». Vincere tre partite per chiudere il discorso, «in fondo è molto semplice» dice Mancini e non è che gli si possa dare torto. Se c'è un errore che questa Nazionale non deve fare, però, è cominciare a vedere le streghe dove non ci sono. Jorginho ha fatto sentire la propria voce due giorni fa: piuttosto seccato per le critiche il centrocampista del Chelsea ha alzato subito il tiro. In tre anni abbondanti con Mancini la Nazionale ha navigato in una meritata comfort zone, il ct nega le tensioni («non siamo agitati») e che i suoi non abbiamo le spalle grosse per sopportare le critiche: «Sono tutti ragazzi abituati a certe situazioni». Allora possiamo stare tranquilli e riprendere il viaggio verso il Qatar: stasera serve battere la Lituania e farlo alla vecchia maniera. Divertendo e divertendosi. Mancini si fida dei giocatori e loro di lui: così hanno costruito il capolavoro europeo. E ci vogliono riprovare tra poco più di un anno. -© RIPRODUZIONE RISERVATA