Spunta l'ipotesi contasecondi nei tre semafori delle multe

Simona Bombonato / ivreaA dieci anni dall'installazione dei tre semafori che sanzionano chi passa con il rosso, il Comune di Ivrea verifica di poter entrare nella fase b. Intendendo per "fase b" il dotarli di un contasecondi, vale a dire un display posto sopra la lanterna del rosso che dica agli automobilisti quanto manca al colore successivo. I tre impianti dove l'Ufficio di polizia locale con l'assessore alla Viabilità Giuliano Balzola stanno accertando la sussistenza dei requisiti, si trovano in via Jervis, all'altezza di via Pinchia. E poi in via Torino, all'altezza di via Gobetti, e corso Vercelli intersezione via Piemonte. Va detto che per tutti e tre l'arancione dura 5 secondi (su strade con limite di velocità a 50 all'ora il minimo consentito sono 4 secondi). E a fronte di un volume di traffico con picchi di 70mila auto al giorno, come nel caso di via Jervis, le sanzioni sono sì calate sensibilmente rispetto alle stragi di verbali dei primi tempi, ma si attestano comunque su numeri degni di nota. Complessivamente, i tre semafori multano ogni giorno 15 conducenti. Ognuno di loro ci rimette 6 punti in patente ed è costretto a pagare una sanzione pari a 167 euro. In un mese, vanno quindi in fumo 2.700 punti, in un anno 32.400. Quanto alle entrate nelle casse comunali, parliamo di una cifra che si aggira attorno ai 900mila euro l'anno solo per rossi bruciati (la metà dell'importo totale annuo delle contravvenzioni per violazioni al codice stradale, quasi pari al milione di euro che vale invece l'autovelox fisso sul Terzo ponte).Via Jervis resta il punto più critico; la distrazione o l'errata valutazione dei tempi le cause di infrazione più comuni. Ed ecco spiegati i contasecondi che in periodi diversi, in questi dieci anni, gli automobilisti sono tornati a sollecitare (a tanti è successo di pensare di riuscire a liberare l'incrocio prima che scattasse in rosso e invece l'arancione era già in stato avanzato).«Aumenterebbero il livello di sicurezza degli incroci, siamo convinti che sarebbero utili - dice Balzola -. Perciò stiamo verificando, norma alla mano, che si possano installare ai nostri tre incroci dotati di telecamere. Per essere sintetici, le caratteristiche che complicano un po' le cose sono il fatto che tutti e tre presentino degli attraversamenti pedonali e per quanto riguarda via Jervis l'essere anche caratterizzata da due corsie di marcia per direzione. Stiamo verificando se siano possibili correttivi o invece vadano ripensati completamente gli impianti e con quali previsioni di spesa». La materia si rifà al Decreto del 27 aprile 2017 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (entrato in vigore l'anno dopo), che infatti ha regolato l'omologazione e l'installazione dei cosiddetti sistemi countdown introdotti nel 2010 con le modifiche al Codice della strada previste dalla Legge 120. Per molti si tratta di una soluzione tecnologica che migliora la sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti, mette al riparo questi ultimi dalle sanzioni che staccano in automatico dopo un secondo di giallo, e può fornire anche un importante contributo a migliorare la qualità dell'aria nelle zone particolarmente trafficate. Il tempo rimanente di accensione del verde, per esempio, può essere di aiuto a chi deve decidere se iniziare ad attraversare un incrocio, in particolare pedoni o ciclisti.Chi si trova al volante o in sella a una moto avrà modo di rallentare per fermarsi per tempo, evitando di farsi sorprendere dall'arrivo del giallo. Occhio, però. Il Codice della strada prevede che con il giallo i veicoli non possano oltrepassare la linea di arresto, a meno che vi si trovino così prossimi da non potersi più arrestare in condizioni di sufficiente sicurezza. --