L'orgoglio di Biden: «Era ora di finire la guerra»
il casoPaolo MastrolilliINVIATO A NEW YORK«Era ora di mettere fine a questa guerra», nonostante il caos e il sangue con cui si è conclusa. Era ora perché non aveva senso restare, visto che tanto l'Afghanistan non sarebbe mai diventato un paese stabile. Era ora per non continuare a sacrificare inutilmente la vita di migliaia di soldati americani, e bruciare miliardi di dollari, per un obiettivo non necessario all'interesse nazionale vitale degli Stati Uniti. Era ora, infine, perché il mondo è cambiato rispetto al 2001. Il terrorismo resta una minaccia, però non si combatte con gli anfibi impantanati a Kabul, ma dandogli caccia senza sosta con gli strumenti militari e di intelligence più moderni. Le vere sfide epocali poi sono altrove: Cina, Russia, sicurezza digitale, e si vincono investendo tutte le risorse possibili nella crescita interna degli Stati Uniti, in modo da garantire l'unità sociale del paese e la sua continua leadership nel settore decisivo della tecnologia. Con questi argomenti, spesso mescolati ad una rabbia malcelata, Biden ieri ha cercato di convincere gli americani e il mondo che gli Usa non hanno perso la guerra in Afghanistan. Anzi, hanno centrato i loro obiettivi decimando al Qaeda, e ora si ritirano perché è nel loro interesse. Lo ha fatto con un discorso alla nazione, tenuto alla Casa Bianca. Il presidente Biden ha difeso il ritiro, elogiando i militari che hanno gestito l'evacuazione: «Me ne assumo la responsabilità». Ha ripetuto che «ci aspettavano una resistenza più solida da parte dei 300.000 soldati afghani addestrati, ma questa attesa si è rivelata non accurata». Iniziare l'evacuazione in anticipo «sarebbe stato inutile, perché avremmo comunque avuto un assalto all'aeroporto». I militari però avevano preparato un piano capace di funzionare anche sotto attacco, e così è stato, nonostante la tragica morte di 13 soldati nell'attentato di giovedì: «Sono eroi, caduti per una missione di misericordia». Sono stati evacuati 5.400 americani e oltre 100. 000 afghani: «Un successo straordinario. I cittadini americani erano stati contattati 19 volte a partire da marzo, e il 90% di loro è stato evacuato. Ne sono rimasti in Afghanistan fra 100 e 200, in maggioranza perché hanno la doppia cittadinanza e non erano pronti ad andare via. Se decideranno di farlo li aiuteremo partire, perché la nostra missione continua ora sul piano diplomatico». L'accordo con i taleban è che li lasciano andare, quando riaprirà l'aeroporto, o via terra. Biden poi ha difeso la decisione di stabilire la scadenza del 31 agosto per il ritiro: «Il mio predecessore aveva firmato un accordo per andare via entro il primo maggio. La scelta a quel punto era ridotta a due possibilità: lasciare, oppure ordinare un'escalation per restare. Ma questo non era nell'interesse nazionale vitale degli Stati Uniti. Eravamo intervenuti in Afghanistan per eliminare al Qaeda ed impedire che lanciasse altri attacchi, e lo abbiamo fatto: se l'attentato dell'11 settembre fosse partito dallo Yemen, non saremmo mai andati a Kabul. Dopo due decenni, mi sono rifiutato di mandare un'altra generazione a combattere in Afghanistan». Qui il presidente ha ricordato anche il sacrificio dei veterani: «Ogni giorno 18 di loro si suicidano in America». Quindi ha bocciato la proposta di chi voleva un intervento continuato a bassa intensità: «Non esiste, significava continuare la guerra all'infinito». Questo però non vuol dire che la lotta al terrorismo sia terminata. Prima contro l'Isis-K: «Non abbiamo ancora finito, vi colpiremo con attacchi duri e precisi». E poi contro tutti gli altri gruppi: «Vi daremo la caccia ovunque», ma con le tecniche di intelligence e militari del 2021, mostrate nella rappresaglia immediata di sabato. Questo perché «il mondo è cambiato». Da una parte «è finita l'era delle missioni per ricostruire i paesi»; dall'altra le minacce più gravi vengono da Cina, Russia, attacchi cyber, che richiedono un approccio strategico diverso: «Dobbiamo guardare al futuro». Biden col suo discorso spera di aver centrato tre obiettivi: convinto gli americani che era giusto ritirarsi, messo in guardia i nemici, e rassicurato gli alleati. Tre scommesse tutte ancora aperte, da cui dipenderà il futuro della sua presidenza. --© RIPRODUZIONE RISERVATA