Al museo civico Garda tre scuole di danza sulle note di Woland

IVREAL'Open Papyrus jazz festival 2021 darà continuità al progetto che vede le allieve delle tre scuole di danza eporediesi, Baobab, Arabesque e Accademia di Danza e Spettacolo, eseguire le rispettive coreografie, a cura, ciascuna, della propria coreografa di riferimento (Giulia Ceolin, Francesca Galardi e Cristina Ruberto), quest'anno sulle musiche del cd Woland, all'interno del museo Garda (domenica 5 settembre, alle 18; prenotazione obbligatoria 0125410512). Woland è il cd di Barbiero uscito un anno fa, un lavoro mirabilmente compiuto in trio insieme alla violinista milanese Eloisa Manera, tra le migliori strumentiste in Italia, e il giovane pianista in costante ascesa, Emanuele Sartoris, tra gli ospiti di questa edizione. La triplice collaborazione delle scuole al festival è uno degli esperimenti di contaminazione, peraltro perfettamente riusciti, fortemente voluti da Barbiero, da sempre convinto che intrecciare diverse espressioni artistiche, così come far interagire tra loro realtà d'eccellenza differenti, possa rafforzare il potere espressivo e il risultato di una manifestazione. Collaborazioni selezionate con grande attenzione, sempre creativamente feconde e assolutamente durature, con le quali è riuscito nel piccolo miracolo di creare una grande collaborazione trasversale che le vede interagire tra loro con successo nell'annuale appuntamento con l'Opjf. Fu così nel 2015, quando il direttore Barbiero, per la prima volta, chiese alle tre scuole di creare qualcosa insieme per il suo festival e ne derivarono tre coreografie sulle musiche del cd Simone de Beauvoir . «Lo spettacolo - ricorda Barbiero - fu sì il frutto di un lavoro comune fra Baobab, Arabesque e Accademia di Danza e Spettacolo, ma soprattutto di un fare sistema seriamente. Non era, infatti, poi così comune che le scuole di danza si allineassero e trovassero una condivisione non solo artistica, ma anche politica. Quella, forse, fu la cosa di cui sono più fiero: l'essere riusciti a mettere insieme quel tipo di realtà eccellenti che mostravano di privilegiare il progetto al tornaconto». Tale collaborazione condivisa nacque comunque da rispettive collaborazioni individuali più antiche, instaurate, nel tempo, da Ceolin, Galardi e Ruberto con Barbiero, il Music Studio e quello che ancora si chiamava Open jazz festival. Più volte, in questi ultimi anni, le tre coreografe e danzatrici hanno voluto ringraziare il direttore del festival Barbiero per avere riunito sotto lo stesso tetto tre realtà altrimenti straniere tra loro, spiegando che, per capire l'importanza di questa collaborazione, occorre mettere come obiettivo principale l'educazione di un pubblico a un ascolto più sensibile e a uno sguardo più acuto, si deve parlare alle persone rendendole partecipi di un mondo sottile che esiste parallelo e percepibile e spingerle a cercarlo in ogni momento. --F.F.