Con i corridoi umanitari c'è già una famiglia
IVREA Una famiglia afghana composta da tre persone è ospite in città dalla metà di maggio, nell'ambito di un progetto nato nell'ambito del protocollo dei corridoi umanitari sottoscritto da chiese evangeliche, Tavola valdese, Comunità di Sant'Egidio e Cei. E settanta eporediesi si sono uniti e sostengono questo progetto con un contributo di 30 euro al mese per due anni. La comunità del Borghetto, a Ivrea, con lo stesso sistema, aveva già ospitato una famiglia siriana. Armando Michelizza fa parte dell'Osservatorio migranti e proprio il giorno prima dell'ufficializzazione della disponibilità dei tre alloggi per gli afghani del Comune di Ivrea era tra i sottoscrittori di un documento inviato al sindaco Stefano Sertoli, alla presidente del consorzio Inrete Ellade Peller e alla presidente della Consulta per l'immigrazione del Comune per auspicare l'accoglimento alla disponibilità dell'Anci di accogliere i profughi attraverso il sistema Sai (ex Sprar) attivo in città da molti anni. «Già due famiglie - sottolinea - si sono rivolte a noi dichiarandosi interessate a partecipare all'accoglienza mettendo a disposizione un appartamento o ad accogliere nella propria famiglia». Il documento inviato al Comune ricorda la presenza della famiglia afghana in città da metà maggio: «L'arrivo di qualche connazionale, per quanto dovuto a eventi dolorosi, potrebbe essere fattore di comune mutuo aiuto nel percorso di ripresa e inclusione nella nostra comunità». --