Casa gratis, benefit e sky pass per attirare medici in Valle d'Aosta
donnas«Nessuno si scandalizza dei 40 milioni annui pagati a Messi al Paris Saint Germain di calcio: si è certi che tale prezzo rappresenti un investimento per marketing e vittorie. Allo stesso modo in sanità per avere i Messi e per ritornare all'eccellenza di un tempo (non molto lontano) non è forse giusto alzare il prezzo? Appare quindi chiaro che per tamponare la situazione e cercare di mantenere almeno i servizi essenziali , la soluzione più immediata è legata alla previsione di incentivi economici per richiamare rapidamente personale verso la nostra Regione».Lo scrivono, in una nota, i sindacati medici Anaao-Assomed, Aaroi-Emac, Anpo, Cimo e Fassid, aggiungendo: «È ora di lavorare tutti insieme, ognuno nel suo ambito professionale con responsabilità e determinazione, con critiche e proposte costruttive: è imperativo salvare quel che resta della nostra Sanità pubblica regionale, destrutturata e svilita dalle incapacità e, forse, volontà politiche e aziendali perpetratesi sino alla scorsa legislatura. In caso contrario non resterà che osservare inermi il definitivo assalto da parte di cooperative private al nostro ospedale, con inevitabile crollo dei servizi in termini di qualità e con aumento dei costi per l'utenza». E quindi, concretamente: casa, skipass stagionale, buoni spesa per quei medici che sceglieranno la Valle d'Aosta per rimpolpare i ranghi e soprattutto far lievitare la qualità dei servizi. Naturalmente, oltre ai benefit, si sta pensando anche a bonus da inserire in busta paga. C'è però un rischio concreto: che la Sanità riparta a due velocità, una sorta di serie A e una serie B, insomma.L 'assessore regionale alla Sanità Roberto Barmasse ha fatto sapere che «è fondamentale che vengano coinvolti i Comuni per la ricerca di soluzioni sul territorio». Il pensiero va a quei 13 medici di famiglia che tra pensionamenti e prepensionamenti termineranno il loro operato professionale entro la fine del 2022 .Ed ecco allora l'idea. In parte appoggiata dalle stesse organizzazioni sindacali di offrire ai medici una serie di benefit per farli restare o invitarli a lavorare in tutta la valle, anche in quei Comuni come Donnas, Verrès, Point Saint Martin e Bard che ne definiscono geograficamente la parte definita "Bassa Valle". C'è anche un aspetto da non sottovalutare e che potrebbe trasformarsi in un boomerang: certe offerte e benefit potrebbero arrivare dalle zone ricche della Valle d'Aosta (Courmayeur, tanto per citarne una) mentre quelle meno ricche, quelle rurali, potrebbero essere così assai meno appetibili. Anche se della remunerazione maggiore in busta paga si parla già da anni per attrarre i medici in Valle, da dove invece l'emorragia, unita ai pensionamenti e alla carenza italiana di specialisti, sta impoverendo qualità e servizi sanitari. --