E ora la Slovenia sfida l'Unione «Non apriamo corridoi umanitari»

il casoPorte chiuse in Europa a chi scappa dall'Afghanistan. E aiuti solo ai collaboratori della missione Nato. Parla al plurale il premier conservatore sloveno Janez Jansa quando annuncia che l'Unione europea - oltre al proprio Paese - non aprirà corridoi umanitari per i profughi afghani: «Non è compito della Ue o della Slovenia aiutare e pagare per tutti coloro che fuggono nel mondo», dichiara Jansa che a luglio ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea, per la Slovenia. Parole nette che scatenano le reazioni della sinistra italiana, che sostiene invece la causa della protezione umanitaria e dell'accoglienza di chi fugge da Kabul, fino alla raccolta fondi lanciata giorni fa da Enrico Letta a nome del Pd. E tanti chiedono ora azioni concrete contro Jansa, considerato uno stretto alleato dell'ungherese Viktor Orbán e vicino ai leader sovranisti del gruppo di Visegrad. Tra i critici spiccano esponenti del Pd e di Sinistra italiana. Resta fuori dai radar il centrodestra. Nei commenti più duri prevale lo stupore per una posizione che non sarebbe stata né discussa né concordata con Bruxelles. A sottolinearlo è Brando Benifei, capodelegazione dei Dem al Parlamento europeo che su Twitter sottolinea: «Jansa non ha titolo a parlare senza mandato a nome della Ue». Quindi propone un'azione all'Italia e una a Bruxelles: «Il governo italiano si esprima contro queste parole scandalose, l'Europarlamento convochi subito Jansa, che ne dovrà rispondere». Piero Fassino, che guida la commissione Esteri della Camera per il Pd, chiama in causa il numero uno del Consiglio europeo, Charles Michel: «Richiami immediatamente il premier sloveno ad attenersi rigorosamente ed esclusivamente alle sue titolarità». Dura anche Debora Serracchiani, capogruppo Dem a Montecitorio: «La sua dichiarazione scavalca la Commissione, non rappresenta l'indirizzo dei governi né della maggioranza del Parlamento europeo: Jansa si esprime a titolo personale e lo fa esorbitando dal suo ruolo». --