Il sindaco resta al suo posto «Scelta eticamente scorretta»

Mauro Giubellini / pont c.seSui contenuti del consiglio comunale a porte chiuse svoltosi lunedì sera tutti i partecipanti mantengono, come previsto dal regolamento, il più stretto riserbo. Nessuna dichiarazione illuminante. Anche se il tema, la richiesta di dimissioni del sindaco in carica, Bruno Riva, vincitore a sorpresa delle ultime elezioni, fa comprensibilmente parlare l'intero paese. Il motivo del contendere dovrebbe essere legato a pendenze col Comune stesso, in tema di proprietà immobiliari e tributi, già presenti prima della sua vittoria elettorale. minoranza in trinceaLa minoranza ne aveva già chiesto le dimissioni lo scorso mese di giugno, a nemmeno un anno di distanza dalle consultazioni che lo avevano portato alla guida del Comune.Le motivazioni di tale richiesta restano coperte da privacy, tanto che lunedì sera, appunto, si è svolta una seduta del consiglio comunale a porte chiuse, in totale assenza di pubblico, fatto senza precedenti storici e che ha alimentato la curiosità dei pontesi.La stessa lettera, per estrema correttezza, fu consegnata a Riva brevi manu per non farla passare su troppe scrivanie e sotto gli occhi di troppe persone. Convocato su richiesta dei quattro consiglieri del gruppo di opposizione Rinnovamento e continuità per il futuro (Sandra Bonatto Revello, antagonista di Riva alle elezioni di settembre, l'ex sindaco Paolo Coppo, gli ex assessori Giovanni Gallo Lassere e Mario Faletti) il consiglio comunale aveva all'ordine del giorno la mozione da loro presentata nel mese di luglio. «Si ritiene corretto, sotto l'aspetto etico, il comportamento del sindaco relativamente ai motivi di cui alla richiesta di dimissioni della minoranza?».Questa la domanda oggetto della mozione, in riferimento al fatto che il sindaco non ha finora dato riscontro alla lettera riservata con cui il gruppo di minoranza aveva chiesto le sue dimissioni, né per spiegare, né per smentire quanto gli viene contestato. I motivi per cui, secondo il gruppo di opposizione, il primo cittadino dovrebbe dimettersi sono questioni personali che non possono essere rese pubbliche, a meno che il diretto interessato non dia il suo assenso per svincolarle dalla privacy. È quanto aveva fatto Claudio Barinotto, eletto in minoranza alla consultazione elettorale del 2015 che aveva riconfermato Paolo Coppo sindaco per la seconda volta. A Barinotto, che poi si era dimesso, era stata contestata l'incompatibilità con la carica di consigliere per via di una vertenza con il Comune, di cui aveva dato il consenso di parlare pubblicamente in Consiglio. Non è quanto succede adesso, perlomeno finora, il vincolo della privacy permane. Della richiesta di dimissioni, il sindaco Riva aveva dato notizia nelle precedenti sedute, senza entrare nei dettagli e dichiarando che riteneva di essere vittima di un accanimento contro la sua persona avendo ricevuto, nell'ultimo anno, oltre quaranta comunicazioni da parte del Comune, relative, presumibilmente, a quanto gli viene contestato dall'opposizione La seduta di lunedì non è servita, a quanto pare, a chiarire la situazione. «Il sindaco, essendo direttamente interessato, è stato invitato ad assentarsi dall'aula, come da prassi consolidata, affinché la sua presenza non potesse in qualche modo condizionare la discussione della mozione - spiegano i consiglieri di minoranza - .A nostro giudizio il suo comportamento è eticamente scorretto verso i consiglieri e verso i cittadini che non sono stati messi a conoscenza dei fatti. Alle nostre richieste di un confronto pubblico non è mai stata data risposta. Lunedì, abbiamo esposto la situazione in una relazione, depositata agli atti, e a fronte di tutto ciò, tutti i componenti della maggioranza non hanno proferito parola, non hanno minimamente accennato una contestazione o smentita a quanto denunciato e quando sono stati chiamati ad esprimersi con un voto per appello nominale hanno risposto "sì", il comportamento del sindaco è eticamente corretto». A votare contro sono stati, ovviamente, il gruppo Rinnovamento e continuità per il futuro, oltre a Eugenio Reinaudo, dimessosi recentemente dalla carica di assessore e uscito dalla maggioranza. --