G20, verso la transizione verde «Agire prima che sia tardi»

Paolo Baroni / ROMACome per la minimum tax anche sul clima il G20 spinge per una azione a livello globale. A conclusione della tre giorni di summit ieri a Venezia è stato il giorno della Conferenza internazionale sul clima. Stessi protagonisti, ministri, banchieri centrali, grandi istituzioni finanziarie, stessa unità di intenti. Tutti sono stati concordi nel rilanciare l'allarme: il tempo stringe e il costo di un'azione ritardata sta aumentando rapidamente.«La questione del clima è fondamentale, se non facciamo niente per il riscaldamento globale ci sarà una situazione molto critica, dobbiamo assolutamente cambiare il nostro modo di produrre, consumare, viaggiare e i nostri stili di vita per ridurre le emissioni di gas - ha avvertito il ministro dell'Economia Roberto Franco -. Prima cominciamo meglio è». «È fondamentale agire con rapidità perché siamo in ritardo» ha confermato a sua volta il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Nel corso dei lavori, le cui conclusioni secondo Franco costituiscono un buon viatico per un successo della conferenza Cop 26 di novembre, è emerso con chiarezza che «non serve fare dichiarazioni audaci sugli obiettivi climatici, perché raramente a queste seguono azioni proporzionate da parte di tutti gli attori coinvolti». Tanto più ora che sul tavolo ci sono diversi ostacoli da superare. Innanzitutto le difficoltà nel coordinare le politiche tra paesi a differenti stadi di sviluppo e con differenti capacità tecniche e finanziarie, quindi la persistenza dei sussidi per le attività dannose e i problemi tecnici e politici nella progettazione di meccanismi di mercato per valutare efficacemente danno ambientale e inquinamento; la mancanza di dati e criteri affidabili per valutare i rischi climatici attuali e futuri legati alle attività umane e per definire in modo convincente gli investimenti verdi ed infine l'enorme quantità di risorse necessarie per progettare una transizione ordinata a livello globale.«Quella del clima - ha spiegato Visco - è una sfida che richiede un'azione coordinata fra i Paesi, e questo è il motivo per cui abbiamo messo la lotta al cambiamento climatico al centro della nostra presidenza del G20». Anche il commissario europeo Paolo Gentiloni è convinto della necessità di un coordinamento globale. La Ue, in particolare, punta a sfruttare il rimbalzo legato alla ripartenza dopo la pandemia e al Recovery fund «per trasformare l'economia e renderla più sostenibile», ma deve scontrarsi con l'Fmi, posto che la sua direttrice Kristalina Georgieva contesta a Bruxelles l'idea «divisiva» di adottare meccanismi di correzione di prezzo alle frontiere ritenendo più utile introdurre una maggiorazione di prezzi a carico delle emissioni di Co2. Per la presidente della Bce Cristine Lagarde agire sul fronte del cambiamento climatico «é costoso nel breve ma meno che non farlo nel lungo periodo. C'é un chiaro vantaggio nell'agire in anticipo e garantire una transizione ordinata». Per il segretario al Tesoro Usa Janet Yellen «oggi, rispetto al passato, c'è uno scenario politico internazionale più favorevole» per fare progressi contro il cambiamento climatico. «Nessun paese può affrontare questa sfida da solo» ha ammonito, spiegando che anche Fmi e Banca Mondiale «possono essere importanti partner nel disegnare gli strumenti finanziari necessari». Quanto all'intesa raggiunta sabato sulla minum tax globale, a suo parere «l'accordo conferma il ritorno del multilateralismo» e «metterà fine al caos di varie iniziative unilaterali di tassazione dei servizi digitali, dando certezza sul fisco alle nostre imprese». Il segretario al Tesoro è convinto della bontà della mossa tant'è che oggi in occasione della riunione dell'Eurogruppo parteciperà ad una serie di incontri bilaterali coi ministri delle Finanze per convincere i Paesi ancora dubbiosi a sottoscrivere l'accordo siglato a Venezia come Irlanda, Ungheria ed Estonia. «Pensiamo che questo accordo sia nell'interesse di tutta la Ue e del mondo in generale e farò del mio meglio per spiegarlo ai Paesi ancora dubbiosi». --© RIPRODUZIONE RISERVATA