Ronaldo supera Platini Il Portogallo prima soffre poi dilaga e ne fa tre
Poteva essere la giornata trionfale di Viktor Orban, leader sovranista. Quei 65 mila senza mascherina né distanziamento nella Puskas Arena, unico stadio aperto per intero di Euro 2020, li aveva fortemente voluti lui: un segnale, speriamo non azzardato, di come la sua Ungheria abbia affrontato il Covid. E, a completare l'opera propagandistica, la sua gagliarda Nazionale stava ingabbiando il Portogallo campione in carica. Lo ha fatto fino all'84' quando, dopo un gol annullato per fuorigioco a Schon con boato vecchi tempi bloccato dalla Var, a tradire l'orgogliosa nazione è stato proprio, beffa tremenda, Orban. Il difensore Willi, però. Nato in Germania, capitano del Lipsia e con una presenza nell'Under 21 tedesca nel 2014. Poi, però, ha scelto l'Ungheria di papà e da fine 2018 è colonna della squadra di Marco Rossi. Ieri gli ha mandato all'aria un piano che stava funzionando alla perfezione. Magiari copertissimi e applicati, facilitati dalla giornata grigia dei rivali di maggior qualità, Ronaldo incluso. Finché l'altro Orban non ha messo il piede sul iro di Guerreiro, spiazzando Gulacsi. E 2' dopo ha atterrato in area Rafa Silva per il rigore che ha permesso a CR7 di prendersi l'ennesimo record, quello dei gol segnati nelle fasi finali degli Europei (10, contro i 9 di Platini che li ha però fatti in una sola edizione contro 5). Poi, con gli ungheresi devastati, Ronaldo è arrivato a 11 chiudendo l'azione più bella di una partita troppo a lungo trascurabile. Anche per colpa sua. Ieri ha più segnato che giocato. Non un difetto, per carità. Ma in questa stagione eterna gli è capitato spesso pure nella Juve. «L'importante era vincere - dice Ronaldo -. Ora bisogna solo pensare alla prossima e continuare». In un'altra trasferta, a Monaco contro la Germania, decisamente più complicata. -- R. CON.© RIPRODUZIONE RISERVATA