Colle Romito il rifugio per i romani in vacanza
Un quartiere che è un "paese", un paradiso immerso nel verde per i romani che decidono di lasciare il caos della metropoli e trasferirsi per l'estate a due passi dal mare. Colle Romito, il consorzio dove questa mattina sono stati uccisi un anziano e due bambini, è una vera e propria città nel comune di Ardea, sul litorale laziale. Con i suoi 2.831 villini ospita oltre 8.000 persone, di cui tantissimi pendolari, soprattutto nel periodo estivo. All'interno c'è anche una villa confiscata alla malavita, oggi centro anti-violenza. Ingressi e uscite sono sorvegliati dalla vigilanza interna, operativa 24 ore su 24 anche all'interno delle strade che attraversano i 170 mila metri quadrati del consorzio. Delle migliaia di villette, alcune vengono utilizzate come bed&breakfast, altre invece affittate senza particolari controlli. Non sono pochi i residenti, infatti, che lamentano l'ingresso nel quartiere di «persone poco raccomandabili». Nel 2009, proprio nello stesso consorzio viveva uno dei ragazzi che diede fuoco a un indiano a Nettuno, cittadina non molto distante da Ardea. Un giovane definito «molto intemperante» e protagonista di scorribande tra i viali alberati del quartiere. «Su così tante famiglie - racconta il presidente del consorzio, Romano Catino -, abbiamo avuto problemi solo con una quarantina di famiglie. Tra queste c'è anche quella dell'omicida. Abbiamo segnalato diverse volte le persone perché disturbavano il quartiere durante la notte o perché abbandonavano rifiuti fuori casa. Con il passare del tempo abbiamo dovuto destinare una persona della vigilanza alla supervisione esclusiva di quell'abitazione». --