Giovani e donne penalizzati e quota 100 costa troppo

Le banche italiane hanno ridotto notevolmente il loro stock pregresso di crediti deteriorati (Npl), portandolo al 5,7% nel 2020 (rispetto al 7,4% dell'anno precedente). Un progresso significativo, anche se il livello rimane molto al di sopra della media dell'Eurozona (2,7%). Ma non è tutto: l'Ue considera probabile un nuovo aumento del nei prossimi mesi. «I volumi dei prestiti bancari - scrivono i tecnici di Bruxelles nella loro analisi sull'Italia - sono aumentati notevolmente durante la pandemia, principalmente guidati da garanzie pubbliche per soddisfare le maggiori esigenze di liquidità delle imprese, per evitare una stretta creditizia e insolvenze aziendali. La graduale eliminazione delle misure di sostegno può indurre un inasprimento delle condizioni creditizie, una restrizione dell'offerta di credito e un deterioramento della qualità degli attivi delle banche». Per far fronte a un potenziale aumento dei fallimenti, l'Ue chiede «piena attuazione del codice fallimentare 2019, rinviata a settembre 2021, insieme a miglioramenti nella digitalizzazione e nell'efficienza del sistema giudiziario». --© RIPRODUZIONE RISERVATA