Mancavano solo pochi minuti e avrebbe terminato il turno

calusoAncora pochi minuti e Fiorenzo Canonico, 60 anni di Montanaro, ennesima vittima di un incidente di lavoro, avrebbe finito il suo turno alla Margaritelli spa, l'azienda leader mondiale nella produzione di traversine ferroviarie, che si trova nella frazione Rodallo di Caluso.Invece poco prima delle 14 dello scorso lunedì, l'operaio specializzato, mentre, in cima ad una pedana alta tre metri stava pulendo una tramoggia - una sorta di grande imbuto al cui interno viene riversato il calcestruzzo -, nell'ala a sud dello stabilimento, è stato schiacciato dal vagoncino dalla forma cilindrica che riempie proprio la tramoggia. Poi è volato giù dalla pedana.Per lui non c'è stato più nulla fare: i medici dell'elisoccorso, hanno tentato di tutto, ma i traumi e le ferite erano troppo gravi. Toccherà ai tecnici della Spresal ed ai carabinieri di Caluso, che per tutto il pomeriggio hanno raccolto le testimonianze dei colleghi di lavoro, accertare l'esatta dinamica dell'infortunio ed il rispetto della normativa sui luoghi di lavoro. Il pm Daniele Iavarone ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, proprio per accertare la vicenda.La grande area in cui si svolge la lavorazione del cemento, tra silos, depositi di pietrisco e vasche per la lavorazione, è stata posta sotto sequestro. E dopo l'infortunio la direzione della Margaritelli ha interrotto la produzione in quell'ala della fabbrica che da lavoro a centinaia addetti, spalmati su tre turni, mandando tutti gli operai a casa. È continuato però il lavoro nella parte a nord dove si realizzano e poi si stoccano le traversine in legno. Dopo un primo esame effettuato dal medico legale dell'Asl/To4, il corpo di Fiorenzo Canonico è stato adagiato nel cortile dell'azienda prima di essere portato nel centro di medicina legale di Strambino, in attesa di essere sottoposto all'autopsia disposta dalla procura di Ivrea. La direzione dello stabilimento ha subito avvisato i familiari dell'operaio: la moglie, la figlia Chiara e la sorella sono arrivati poco dopo e sono rimasti a lungo sconvolti dal dolore, a pregare in ginocchio vicino alla salma. A portar loro conforto sono arrivati i sindaci di Caluso, Maria Rosa Cena e di Montanaro Giovanni Ponchia. «Non sappiamo come sia avvenuto l'infortunio - ha detto Ponchia - questo è un compito che compete agli esperti. Noi abbiamo parlato con i familiari cercando di sostenerli nel loro immenso dolore. Queste sono cose che non devono capitare». Cena, invece, racconta di un'azienda che «è un fiore all'occhiello nel calusiese, anche a livello di organizzazione è sempre stata dall'avanguardia. Noi come amministrazione lo abbiamo appurato più volte». --Lydia Massia