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val di chyCondanna definitiva per Giorgio Faletto, 82enne di Val di Chy, accusato di aver detenuto 20 cinghiali in condizioni incompatibili con la loro natura e di avergli causato gravi sofferenze, dovute al ripetuto inserimento di cani per addestrarli alla caccia. L'uomo si era opposto all'ammenda di 3mila euro comminata dal giudice del tribunale di Ivrea Ludovico Morello. La Cassazione ha ritenuto le motivazioni portate dai loro avvocati inammissibili e manifestamente infondate. Ricordiamo che la Suprema Corte non entra nel merito delle decisioni del tribunale. L'uomo aveva dichiarato dopo la condanna di primo grado sulle colonne di questo giornale: «Mai ho maltrattato alcun animale, né tanto meno concesso a cacciatori di addestrare i loro cani nel mio allevamento di cinghiali». Di diverso avviso il suo vicino di casa, per il quale causava agli animali anche forti stress e sofferenze, simulando vere e proprie battute di caccia. --