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il retroscenaPaolo Russo /RomaLunedì l'Italia si risveglierà quasi tutta gialla, con tre punti di arancione: quelli della Valle d'Aosta che però ci arriva dal rosso lockdown, della Sardegna che in quel colore deve sostare ancora una settimana e della Sicilia, che resta quindi dov'è. Tutte le altre saranno in giallo, comprese Calabria, Puglia e Basilicata che lasciano il purgatorio dove ristoranti e bar sono chiusi tutto il giorno e non si può mettere piede fuori dal proprio comune. La sentenza definitiva la emetterà oggi il monitoraggio settimanale dell'Iss, che da un lato registra un nuovo calo dell'incidenza dei contagi, dall'altro riscontra per la seconda settimana consecutiva un lieve incremento dell'Rt, l'indice di contagio che resta sotto la soglia di sicurezza di 1, ma che quando si muove verso l'alto anticipa sempre prima l'aumento dei contagi, poi quello dei ricoveri e infine dei decessi.Gli esperti sanno bene che è ancora presto per registrare l'effetto delle riaperture. Per quello bisognerà aspettare la fine della prossima settimana. Intanto però il sismografo della pandemia ha indicato una crescita dei contagi tra i più piccoli, quello della fascia da zero a 9 anni. Un segnale che viene interpretato come effetto della ripresa dell'attività scolastica, che è sicuramente minore di quello che può scaturire dalla ripresa di tante attività economiche e di svago. Per non parlare dell'aumentata mobilità sociale conseguente all'abbandono dello smart working in tante aziende e ministeri. Così è toccato al generale Figliuolo appellarsi alla prudenza, ribadendo che «saranno le evidenze scientifiche a permettere l'allungamento del coprifuoco». Aggiungendo che «finché non c'è la vaccinazione di massa dobbiamo stare attenti». Intanto però, annuncia lo stesso commissario, dal 10 maggio partiranno le prenotazioni in tutta Italia per le vaccinazioni degli over 50. Ma come ha tenuto a precisare si tratterà di un'apertura graduale, resa possibile «dal buon andamento delle somministrazioni su scala nazionale delle categorie prioritarie, over 80 e fragili».Il via libera agli ultracinquantenni rispetterà però un ordine di priorità, che è poi quello del piano vaccinale del governo che dopo over 80, 70 e 60 indica come quarta categoria quella dei vulnerabili. Che sono i 7,4 milioni di italiani affetti da patologie croniche non gravi, ma comunque più esposte agli attacchi del virus, come nel caso dell'insufficienza respiratoria, delle cardiopatie o delle immunodeficienze. Quindi a parità di età dovrebbero arrivare prima quelli con malattie croniche rilevanti, anche se non tutte le regioni stanno seguendo questo criterio, preferendo andare per le vie brevi della chiamata per anno di nascita.Da qui a fine maggio di fiale ce ne saranno comunque via via per tutti, visto che di dosi ne sbarcheranno ben 17 milioni, come ha confermato lo stesso generale, che ne ha così portate a casa due milioni in più di quelle previste. E a giugno nel calendario è segnato l'avvio delle vaccinazioni in azienda. Anche qui però si procederà con un ordine di priorità dettato dal livello di esposizione al contagio delle singole attività, oltre che dalla presenza di eventuali focolai nei territori regionali. --© RIPRODUZIONE RISERVATA