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CASCINETTE D'IVREA Un brindisi da Parigi, dove ora vive con la figlia, per festeggiare il traguardo dei 100 anni. Arriva da Mariuccia Glauda, nata a Cascinette d'Ivrea, quando ancora era una frazione del Comune di Chiaverano, il 27 aprile del 1921, conosciuta in Canavese per il suo lavoro di sarta negli anni del Dopoguerra, e nel boom economico. Un compleanno che i suoi parenti canavesani avrebbero voluto festeggiare tutti insieme raggiungendola a Parigi. «Ma abbiamo dovuto rinunciare - racconta la nipote Christine - per le restrizioni legate alla pandemia». Ecco allora, dice, «l'idea di spegnere simbolicamente le candeline attraverso le pagine della Sentinella del Canavese che Mariuccia, in buona salute, continua leggere facendosi inviare le copie per restare informata sulle vicende della sua terra». A Cascinette, prima nella casa di famiglia e poi, giovane sposa, a Ivrea nella villetta in via Cascinette, con il marito Antenore Cogo (scomparso nel 1983), la neo centenaria Mariuccia Glauda ha trascorso una bella fetta della sua vita tra felicità e dolori. Il momento più triste fu la perdita di un figlio, nel 2005. Le sue abili mani nell'atelier che aveva aperto in via Cascinette hanno cucito abiti di sartoria per rendere eleganti tante signore, e tante spose, canavesane quando i negozi di abbigliamento erano pochi. «A cavallo degli Cinquanta e Sessanta - aggiunge la nipote - quando gli studi per le ragazze appena adolescenti non erano una priorità, imparare l'arte del cucito, oltre che rendersi utili, occupava il periodo transitorio in attesa di un impiego retribuito. Ed era un'opportunità per imparare un mestiere. Mariuccia, su richiesta delle famiglie, ha accolto nella sua sartoria tante ragazze: Lisa, Luciana, Franca, Bruna, Carla, Rina (solo per ricordare qualche nome) Il rigore del lavoro non escludeva l'allegria in un' impagabile atmosfera di complicità femminile». In parallelo alla passione per il cucito, Mariuccia ha avuto quella per il giardinaggio con la stessa intensità, la stessa tenacia, lo stesso stile. Andata in pensione si è trasferita a Parigi con la figlia. Ma ogni estate, interrotta solo l'anno scorso dall'emergenza Covid, ritorna nella casa-atelier di via Cascinette, per controllare che il giardino sia sempre in ordine. Si rituffa così in quello che è stato il suo mondo: ritrova qualche amicizia con cui parlare il dialetto che tanto ama e la fa sentire a casa. Anche a Cascinette c'è chi la ricorda ancora: «Io ero piccola - racconta Paola, impiegata in Comune - ma notavo quella signora, forse era già in pensione, sempre elegante, che la domenica mattina andava a messa nella chiesa parrocchiale di Cascinette, un paese che ha sempre avuto nel cuore». Del resto la sua casa- atelier ricade nel Comune di Ivrea, ma di fatto si trova al confine con Cascinette. --lydia massia