C'era anche un po' di Canavese alla gara di apnea indoor

IVREA Domenica 18 aprile a Peschiera del Garda alla gara selettiva nazionale di apnea indoor settimo trofeo organizzato dal Circolo subacqueo scaligero c'era anche un po' di Canavese. In rappresentanza del Progetto apnea special dell'associazione Asd Sotto Sotto c'erano anche Matteo Berta di Montalenghe, Filippo Sabolo di Ivrea e Alessandro Pintus di Romano Canavese. Matteo e Alessandro insieme a due ragazzi torinesi un mese fa, a metà marzo avevano preso parte anche a un importante evento a Lignano Sabbiadoro, Speciali, diversaMente: sessioni di allenamento in apnea e nuoto pinnato, tecniche di respirazione e utilizzo di innovativi materiali per migliorare le perfomance sotto l'egida della Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva, Attività Subacquee e Nuoto Pinnato). Lo stage di atleti di apnea e nuoto pinnato che si era svolto dal 12 al 14 marzo era stata un'occasione per dimostrare che l'elemento "acqua" elimina di fatto ogni barriera. Per questo a Lignano erano presenti anche due campionesse Alessia Zecchini e Mara Zaghet che hanno interagito con gli atleti diversamente abili. E in quell'occasione erano stati registrati anche due record del mondo Cmas di apnea dinamica realizzati da Fabrizio Pagani con e senza pinne.Ad Ivrea il Progetto Apnea special è una realtà attiva da 2 anni, coordinata da Marco Giachino che coinvolge diversi ragazzi. Anche per loro l'attività quest'anno ha subito alcune battute d'arresto legate all'emergenza Covid ma ormai da gennaio gli sportivi sono potuti tornare in acqua sempre rispettando le indicazioni per garantire la sicurezza. «Il ritorno ad una normalità è stato per i nostri ragazzi elemento fondamentale - commenta Giachino -. Questo è stato possibile grazie alla riapertura dell'impianto comunale di Ivrea e la disponibilità di tutto lo staff Enrico Marangon Claudio Faccio e Matteo Colosso ai quali va il mio ringraziamento. L'obiettivo di Apnea special, attiva anche a Chieri e Torino, è di proseguire sul territorio eporediese attraverso l'allenamento dei nostri ragazzi all'interno di un ambiente inclusivo ed integrato che non faccia distinzioni di gradi di abilità sia fisica che intellettiva relazionale». --