La biblioteca, un caso politico «Non ci sono più dipendenti»
CUORGNÈ. È stata esternalizzata o meno la gestione della "casa della cultura", la biblioteca di piazza Morgando, un autentico fiore all'occhiello per gli appassionati di lettura ma anche insostituibile punto di riferimento culturale per tutte le fasce di età? È la questione che sta tenendo banco in questi giorni nella città delle due torri e che ha scatenato, come facilmente immaginabile, un vivace dibattito. Numerosi i commenti apparsi sulla rete che nell'era dei social hanno avuto nella "piazza virtuale" la cassa di risonanza, tra i quali non mancano alcune "bordate" nei confronti dell'esecutivo Pezzetto e che contribuiscono ad infiammare la lunga campagna elettorale che culminerà con la tornata amministrativa autunnale che porterà al rinnovo del consiglio comunale. Sui social, tutti i commenti sono tutt'ora visibili, violentissima la sfida tra la sinistra «radical chic» e con la «puzza sotto il naso» e la destra «gretta e rozza» e che «si vanta di non aver mai letto un libro, come il loro punto di riferimento, la Bergonzoni». Ad uscirne male, leggendo i commenti, l'amministrazione Pezzetto.«Confido che queste poche righe possano fare chiarezza sull'argomento biblioteca replica l'assessore alla Cultura, Lino Giacoma Rosa-. Come prima cosa, questa amministrazione non ha assolutamente esternalizzato la gestione del servizio, che continua ad avere personale comunale all'interno e il "governo" da parte della struttura comunale di competenza». «A breve, la dottoressa Maria Teresa Cavallo, responsabile della biblioteca, andrà in pensione, e mi sia consentito ringraziarla per l'importante lavoro svolto in questi anni- aggiunge il sindaco, Beppe Pezzetto-. I Comuni da alcuni anni devono sottostare a delle norme che vincolano la capacità di assumere , il rapporto da calcolare è complesso, ma in sintesi non è più uno esce ed uno entra. Il nostro Comune come altri, ha visto il pensionamento di diverso personale in questi anni con una conseguente riduzione di organico, quindi, al momento, con la speranza che nei prossimi mesi si possano creare delle condizioni per nuove assunzioni, abbiamo dovuto porre in essere delle azioni temporanee che evitassero la chiusura, anche se temporanea, dei servizi». --