Zac, un'aula per studiare insieme ai tutor

Andrea Scutellà / ivreaRiparte la scuola, riparte anche la stanza gialla dello Zac, l'aula dedicata allo studio assistito: un toccasana in tempi di superiori a mezzo servizio. Con un'importante novità: ovvero i tutor professionisti - non più volontari - messi a disposizione, gratuitamente, per i ragazzi delle scuole medie (seconda e terza) e delle superiori, tutti i lunedì e giovedì pomeriggio dalle 14. 30 alle 16. 30. Ad assistere i ragazzi saranno i professionisti specializzati dell'Associazione Cometa di Ivrea, con cui lo Zac ha iniziato da alcuni mesi una collaborazione, e si aggiungono al servizio di affiancamento allo studio, di cui si occupano i volontari della cooperativa, già disponibile in tutti gli altri giorni della settimana. Tante le materie disponibili: da matematica e fisica, a latino, diritto, storia, economia e inglese. Parallelamente sarà potenziata la presenza di educatori e animatori di "Fammi Spazio", dedicati all'ascolto di adolescenti e giovani e alla loro riattivazione in percorsi di socializzazione, espressione e protagonismo, dopo questo lungo tempo di isolamento e incertezze. Naturalmente per il rispetto del distanziamento e del Dpcm in vigore è necessario prenotare, scrivendo a aulastudio@lozac. it o chiamando il 333 6131070. È lo stesso Dpcm del 3 novembre 2020 a permettere «l'accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all'aria aperta, con l'ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza».Un'esperienza, quella della stanza gialla, che inizia da prima della pandemia. «Prima del Covid - racconta Lucia Panzieri dello Zac - è sempre stata aperta come aula per lo studio libero, sia al mattino che al pomeriggio, con dei volontari che affiancano i ragazzi nello studio. Abbiamo avuto anche ragazzi in alternanza scuola lavoro, realizzando così l'idea di peer education (educazione tra pari). Adesso però abbiamo trasformato la nostra vocazione per rispondere alla crisi delle famiglie nel seguire i ragazzi con i compiti. Poi spesso sono proprio loro che devono uscire di casa per concentrarsi, per farsi un paio di ore di studio in autonomia, dopo ore davanti al pc. In questo momento vorremmo raggiungere e aiutare gli studenti particolarmente svantaggiati». Le azioni sono rese possibili grazie al progetto "Take it Easi: educare, ascoltare, studiare, insieme", finanziato da Fondazione di Comunità nell'ambito del Bando «Diamo una mano al Canavese» per dare una risposta ai bisogni che l'emergenza sanitaria ha fortemente amplificato: disparità di accesso all'offerta formativa, crescita della dispersione scolastica, ma anche isolamento sociale, ansia, incertezza per il proprio futuro. --