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Francesco Semprini / New YorkDonbass, Libia, diritti umani e vaccini sono i temi del bilaterale tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il segretario di Stato Anthony Blinken, appuntamento centrale della missione di oggi e domani a Washington. La visita del titolare della Farnesina ha un alto valore simbolico, visto che si tratta del primo esponente di un governo straniero a recarsi di persona negli Stati Uniti per incontrare la nuova amministrazione di Joe Biden. Un importante risultato ottenuto grazie agli sforzi della diplomazia italiana inquadrati nelle celebrazioni del 160 esimo anniversario dei rapporti bilaterali. Il ministro egli Esteri è arrivato ieri alla base militare di Andrews, nei pressi della capitale americana, e pernotta a Villa Firenze, residenza dell'ambasciatore d'Italia a Washington, Armando Varricchio. Nella prima mattinata di oggi (pomeriggio in Italia) vede Anthony Fauci, virologo capo della task force anti-Covid della Casa Bianca. I due affronteranno il tema della crisi sanitaria ragionando sulle exit strategy dall'emergenza coronavirus. Seguirà l'incontro con Blinken al dipartimento di Stato. Il Donbass, e più in generale l'Ucraina, è uno dei temi in cima all'agenda del bilaterale e su cui Usa e Italia (e l'Europa) condividono forte preoccupazione dovuta all'escalation di tensioni. La Russia ha ammassato uomini e mezzi a ridosso del confine, Biden ha inviato due unità della Us Navy nel Mar Nero. Sul dossier Washington e Bruxelles fanno perno su un'agenda comune, con una convergenza di massima sulla considerazione delle sanzioni quale strumento di politica estera. Se la Russia agirà «in modo sconsiderato e aggressivo» in Ucraina «ci saranno delle conseguenze» ha dichiarato Blinken, in un'intervista di ieri a Nbc. La Libia è un altro tema centrale, specie dopo la doppia visita di Di Maio e del premier Mario Draghi a Tripoli. La lettura dell'argomento sarà fatta attraverso il prisma del nuovo governo del premier Abdulhamid Dabaiba, che sembra mostrare una certa simpatia per Washington. L'Italia da parte sua ha più volte auspicato maggiore partecipazione americana, in particolare a garanzia degli sforzi dell'esecutivo Draghi volti a reinserirsi nella partita dominata negli ultimi due anni da Turchia e Russia, coi rispettivi presidi militari (più o meno ufficiali) nel Paese nordafricano. È tuttavia la loro ingombrante presenza a rappresentare un freno per gli Usa, che hanno da sempre una posizione dicotomica nei confronti di Ankara. Se da una parte Washington nutre timori sulle strette repressive del sultano Erdogan (definito da Draghi "dittatore") e sul processo di islamizzazione del Paese, dall'altra considera la Turchia un alleato Nato e una cerniera strategica, sia in Medio Oriente sia nel Mar Nero in chiave di argine alla Russia. Anche di vaccini parleranno i due ministri, con Blinken che potrà fare lustro della efficace campagna attuata dall'amministrazione Biden, e l'Italia firmataria di accordi di fornitura con le aziende a stelle e strisce. Oltre ad essere di nuovo occasione per un approfondito scambio di vedute in vista dei lavori del G20 presieduto dall'Italia, il faccia a faccia sarà infine occasione di confronto sullo spinoso tema dei rapporti con la Cina, in particolare in merito alla violazione dei diritti umani di Pechino a danno della minoranza Uiguri. Sempre oggi è previsto poi l'incontro con esponenti dei principali think tank Usa, mentre martedì Di Maio vedrà la speaker della Camera Nancy Pelosi in occasione dell'evento celebrativo (in forma virtuale), appunto per il 160 esimo. In forma rigorosamente riservata, infine, il ministro renderà omaggio alla salma di William Evans, l'agente della Us Capitol Police travolto da un'auto e ucciso il 2 aprile davanti al Congresso, prima di imbarcarsi di nuovo ad Andrews per fare ritorno in Italia. -© RIPRODUZIONE RISERVATA