Farmacisti pronti a vaccinare Allestiti due piccoli centri

STRAMBINO La farmacia Fabbi di Strambino e la San Solutore di Romano sono pronte alla somministrazione i vaccini anti-Covid. Entrambe hanno infatti risposto positivamente al recente invito di Federfarma di aderire alla campagna di vaccinazione nazionale mettendo a disposizione le rispettive strutture e gli operatori per allestire un centro operativo vaccinale. La disponibilità delle due farmacie dovrà essere valutata dagli organini competenti del territorio chiamati a verificare l'idoneità degli spazi predisposti per la vaccinazione ed anche il superamento dei corsi di vaccinatori da parte degli operatori coinvolti. Sono cinque i farmacisti che al momento hanno iniziato a frequentare il corso di formazione per vaccinatori. Secondo le previsioni, entro il prossimo 15 aprile dovrebbe arrivare l'autorizzazione ad aprire i due centri vaccinali, già in via di allestimento e in grado di assicurare decine di inoculazioni al giorno dei vaccini che possono essere custoditi in normali frigoriferi. Parliamo al momento di AstraZeneca e, a breve, Johnson (e di altri con analoghe caratteristiche che arriveranno in futuro).«Siamo disponili ad aderire alla compagna di vaccinazione nello spazio che si trova nel retro della nostra farmacia e che abbiamo già allestito - hanno reso noto i farmacisti della San Solutore di Romano -. Si tratta di spazi che abbiamo già utilizzato per fare i tamponi ed è facilmente riconvertibile per inoculare i vaccini». «Appena ci è arrivata la proposta - spiega Patrizia Fabbi, titolare dell'omonima farmacia di Strambino - abbiamo subito dichiarato la nostra volontà di metterci a disposizione per assicurare un nuovo importante servizio alla comunità».A fine gennaio è stato siglato l'accordo tra Regione, Federfarma e Assofarm per il coinvolgimento delle farmacie. Riguarda in particolare due aspetti fondamentali del sistema vaccinale, come la logistica e la somministrazione diretta delle dosi. I farmacisti potranno così occuparsi dello stoccaggio, della distribuzione e della consegna su prenotazione dei vaccini ai medici di medicina generale, secondo le collaudate procedure utilizzate nella campagna antinfluenzale. Le inoculazioni, con la supervisione di un medico, verranno retribuite dalla Sanità pubblica come quelle effettuate dai medici di medicina generale (circa 6,50 euro ciascuna). È un risultato strategicamente molto importante, perché ribadisce il ruolo di primo piano dei farmacisti nell'ambito della medicina territoriale, consentendo una copertura vaccinale assolutamente capillare ed efficace. --Sandro Ronchetti