Bruciati dal Covid un milione di posti

ROMAUn anno di Covid ha fatto perdere all'Italia quasi un milione di occupati: per la precisione 945 mila unità in meno a febbraio (-2,2% sul 2020) tra lavoratori dipendenti (-590 mila) e autonomi (-355 mila), divisi tra 533 mila uomini e 412 mila donne finiti perlopiù ad ingrossare più le liste degli inattivi anziché quelle dei disoccupati. Segno della scarsa fiducia sulla prospettive dei prossimi mesi. Dati drammatici, che rendono del tutto insignificante il fatto che l'occupazione nei primi due mesi del 2021 sia rimasta sostanzialmente stabile (-0,1% al 56,5%), anche perché allo stesso tempo la disoccupazione giovanile è tornata ai livelli di metà 2018 (31,6% ovvero 2,6 punti in più), mentre il tasso di inattività è cresciuto addirittura del 37% tra i 15-64enni la cui schiera è aumentata di ben 717mila unità oltre quota 14 milioni. Fenomeno questo che tocca soprattutto le donne, con una incidenza del 46,3%, e meno gli uomini (27,65). Su questo dato, però, pesano le nuove modalità di calcolo adottate dall'Istat, che dal mese di febbraio ha tolto dal conteggio degli occupati i dipendenti in cig «da oltre 3 mesi» e che percepiscano una retribuzione del salario pari almeno al 50%. In Italia si profila «un vero tsunami sociale» che rende necessario «prorogare la fine del blocco dei licenziamenti per tutti i datori di lavoro oltre la data del 30 giugno, superando le distinzioni previste dal decreto Sostegni, di prolungare in parallelo la cassa integrazione Covid e di estendere le indennità Covid ad alcune categorie escluse» come chiede il leader della Cisl Luigi Sbarra. In allarme anche Confcommercio per «l'evidente crisi del lavoro autonomo, che nel 2020 ha conosciuto un calo di 218 mila unità e che a febbraio 2021 presenta un saldo annuo di -355 mila occupati». Le prospettive della nostra economia come quelle del resto d'Europa sono buone. Tant'è che il Fondo monetario ha rivisto al rialzo le stime di tutti i paesi e tra gli aumenti più significativi c'è proprio quello dell'Italia, che quest'anno vedrà il pil salire del 4,2% (1,2 punti in più delle precedenti stime) mentre nel 2022 aumenterà di un altro 3,6%. Ma non basterà a creare lavoro: secondo l'Fmi, il nostro tasso di disoccupazione continuerà a crescere passando dal 9,1% del 2020 al 10,3% di quest'anno, all'11,6% previsto per il 2022. -- Pa. Ba.© RIPRODUZIONE RISERVATA