Una frana incombe sul lago d'Iseo «Rischio tsunami: onde di 5 metri»

il reportageFabio PolettiINVIATO A TAVERNOLA (BERGAMO)Un fronte franoso fino a 2 milioni di metri cubi di roccia, il Vajont fu di 3 milioni. Uno tsunami sul lago d'Iseo con onde alte 5 metri, in Thailandia arrivarono a 10. In attesa dell'Armageddon, Lory, riccioli di fuoco del ristorante in faccia al lago, fa gli scongiuri: «Ci mancava solo la frana dal monte Saresana. Su Tavernola Bergamasca si stanno abbattendo le sette piaghe d'Egitto. Due anni fa annegarono qui davanti due fratelli pachistani di 16 e 17 anni, poi c'è stata la bomba nel lago, le mine inesplose, la meningite, il Covid nella bergamasca, il terremoto di dieci giorni fa che abbiamo sentito e ora la frana».Quanto sia grande la frana che incombe su Tavernola Bergamasca e su Montisola, l'isola in mezzo al lago d'Iseo dove Christo fece arrivare la sua passerella gigantesca, lo hanno calcolato i membri della Società italiana di geologia: come un campo di calcio coperto di roccia per 220 metri di altezza, in pratica un grattacielo di 73 piani. Una montagna di roccia che ha iniziato a franare nel 1970, poi nel 1986, nel 2010 e si è risvegliata dieci giorni fa. Quando i sismografi e i georadar che la tengono d'occhio hanno registrato un sussulto. Da pochi centimetri l'anno, la frana si mosse per 3,8 centimetri in un giorno, ora sembra assestata su un centimetro e mezzo. Abbastanza per fare gli scongiuri, troppo per abbassare la guardia. Il prefetto di Bergamo, Enrico Ricci, ha chiesto di censire gli abitanti lungo tutta la costa occidentale del lago d'Iseo. Sulla Torre Civica di Tavernola hanno messo una sirena, se suona ci sono due ore di tempo per evacuare la zona e trovarsi nel campo sportivo nella parte alta del paese ma dall'altra parte. Gli abitanti hanno il telefono acceso, perché potrebbe arrivare l'allerta via WhatsApp. Ma due ore sono niente, come dice la proprietaria del bar Miralago: «Se arriva un'onda alta cinque metri andiamo sotto e ciao. Spero che passi questa emergenza». Il paese per ora è in zona gialla. Se diventa arancione la frana accelera, se diventa rossa arriva l'onda e, appunto, ciao a tutti.Nicola Casagli, il presidente dell'Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale di Trieste, che sta controllando la frana, spiega: «Sono rocce calcari marnosi, ad alto contenuto di argilla. Altamente instabili. La situazione è monitorata da anni. Per ora siamo nella soglia di attenzione». Sotto la frana c'è un cementificio che dall'inizio del secolo scorso scava la montagna. Ora è chiuso, ma negli anni ha contribuito al dissesto. Come ci ricordano gli esperti della Società di geologia ambientale: «È evidente che stiamo pagando e pagheremo per i prossimi anni, le cambiali dei prestiti egoistici chiesti alla natura negli ultimi 70 anni». Ai duemila abitanti di Tavernola Bergamasca c'è il rischio che la cambiale non contratta da loro vada in protesto. In 470 sono nelle liste degli sfollabili. Per non parlare dei 360 abitanti di Parzanica, isolati dal primo marzo per la frana, dove i vaccini per gli anziani e le derrate alimentari arrivano in elicottero. Il sindaco di Tavernola Loris Pezzotti non dorme sonni tranquilli: «Anche se la frana rallenta, il problema rimane per noi che ce l'abbiamo sulla testa. Non sono un geologo, non so cosa si possa fare. Ma va trovata una soluzione».La Regione Lombardia ha stanziato per ora 250mila euro per le «attività di coordinamento, monitoraggio e modellazione del dissesto» nei comuni di Tavernola Bergamasca, Vigolo e Parzanica. Incalcolabile il costo di contenimento dell'intera frana. Si spera che le ampie piazzole del cementificio drenino la caduta. E che la frana rallenti la sua corsa. In mezzo al lago d'Iseo, il sindaco di Montisola, Fiorello Turla, guarda all'onda che potrebbe arrivare da riva: «Venticinque famiglie hanno abbandonato le case di loro iniziativa. Sono famiglie con persone anziane che farebbero fatica a reagire in fretta se dovesse arrivare l'allarme rosso. Spero che possano rientrare nei prossimi giorni». --© RIPRODUZIONE RISERVATA