Caluso, i primi doni dei manager cinesi titolari dell'ex Sferal

CALUSO La riconversione del complesso industriale ex Sferal di Caluso, acquistato dal gruppo cinese Saipe-Jekeen nel novembre del 2019, comincia a muovere, seppur lentamente, i primi passi. Lo scorsa settimana i vertici del gruppo hanno incontrato la sindaca Maria Rosa Cena per annunciare la presentazione del piano industriale, confermando le dichiarazioni rese al momento del loro insediamento. L'incontro è previsto per la mattinata di lunedì 8 marzo. «La conoscenza del piano industriale - dice Cena - è condizione indispensabile per proseguire con il riordino complessivo del sito. Non vogliamo infatti che l'operazione interessi solo una parte. Sarà poi l'ufficio tecnico a coordinare gli interventi. Vogliamo inoltre conoscere il valore dell'investimento e se sono previste nuove assunzioni». Intanto in occasione di un primo incontro interlocutorio la delegazione della Saipe - Jekeen, composta dal dirigente generale Zian Li, dal consulente legale, Yunije Xu, e da due collaboratori, ha donato al Comune un termoscanner e 50mila mascherine chirurgiche. Il termoscanner, prodotto dalla Jekeen è stato subito collocato all'ingresso del municipio per la rilevazione della temperatura, mentre le mascherine saranno distribuite alla protezione civile ed ai volontari del soccorso Canavese sud, in prima linea nell'emergenza covid. Il piano industriale dovrebbe prevedere la riqualificazione dell'ex polo di via Martiri d'Italia e l'insediamento di un'attività del gruppo cinese, focalizzata sull'allestimento di camion per l'industria alimentare, e nella lavorazione e nell'assemblaggio di materie plastiche. Partecipata del gruppo è una ditta, già operativa a Nichelino, che si occupa di ricondizionamento di macchinari. Il piano terreno della palazzina, esempio di architettura industriale in stile liberty, che un tempo ospitava gli uffici, diventerà invece sede del museo dell'informatica, affidato alla gestione di Pozzo di miele, l'associazione milanese che raggruppa alcuni ex dipendenti dello stabilimento (aveva una sede a Pregnana) fin da quando si chiamava Bull, era leader nella produzione di stampanti e occupava mille addetti. --l.m.