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Carlo GravinaIn questi mesi si va all'estero specialmente per lavoro o, comunque, quando c'è assoluto bisogno. In attesa di superare al più presto l'emergenza da Covid-19 e riprendere a muoversi liberamente, bisogna ritornare con la mente al 2017 quando, per la prima volta, si superò il concetto di roaming in Europa: dal 14 giugno di quell'anno si può utilizzare il cellulare in tutti i Paesi dello Spazio Economico Europeo sfruttando il proprio contratto/abbonamento senza costi aggiuntivi.All'epoca la misura fu accolta con grande entusiasmo, non solo da chi si reca fuori dall'Italia per lavoro, ma anche per i turisti e le migliaia e migliaia di giovani che partecipano al progetto Erasmus. Questa possibilità, denominata "Roaming like at home", ha semplificato la vita a milioni di persone ed ha contribuito a ridurre ulteriormente le distanze tra i Paesi europei. La novitàIl sistema di funzionamento della misura è illustrato nei box in pagina. Il legislatore, sin dagli esordi della misura, ha introdotto dei correttivi con l'obiettivo di prevenire utilizzi abusivi dei servizi. In pratica sono stati introdotti dei limiti di salvaguardia per evitare utilizzi anomali specialmente nei casi in cui i contratti sottoscritti nei vari Paesi presentano piani tariffari caratterizzati da prezzi molto vantaggiosi o da connessioni a Internet no stop. Il limite previsto - che sarà abbastanza elevato in modo da consentire all'utente di coprire la maggior parte delle proprie esigenze - si basa su una formula matematica che prende in considerazione il costo dei Gigabyte (GB) necessari a navigare su Internet. Nel 2019 per un GB erano necessari 4,5 euro. Nel 2020 la cifra è scesa a 3,5 mentre quest'anno il costo è fissato a 3 euro per GB. Utilizzando la formula illustrata nei box, si evince che il taglio dei costi nel 2021 è del 17% rispetto all'anno precedente. Il percorso di riduzione terminerà nel 2022 con il prezzo per ogni GB che sarà fissato a 2,5 euro.Norme di tutelaL'utilizzo corretto dei servizi di roaming prevede che vengano fatte telefonate più spesso nel Paese di residenza che all'estero per almeno 4 mesi l'anno. In caso di violazione, il cliente potrebbe essere contattato dal proprio operatore per chiarire la situazione. Chi ha la necessità di contestare addebiti non riconosciuti di tariffe roaming, potrà in prima battuta inoltrare un reclamo al proprio operatore telefonico. Se il cliente non è soddisfatto dell'esito, può passare alla procedura di risoluzione della controversia tramite ConciliaWeb. Gli utenti possono anche denunciare eventuali violazioni della nuova normativa, al fine di far irrogare le previste sanzioni all'operatore, utilizzando il modello D disponibile sul sito dell'Agcom. --© RIPRODUZIONE RISERVATA