«Stuprò una modella» Per Genovese nuova ordinanza di custodia
MilanoHa provato a chiedere di andare ai domiciliari in una clinica per disintossicarsi, ma gli è andata male e anzi ieri ad Alberto Genovese è stata notificata a San Vittore pure una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere che aggrava la sua posizione. Come nel caso della 18enne per cui era stato arrestato a novembre, all'imprenditore del web viene contestato di aver stuprato, stavolta assieme alla fidanzata Sarah Borruso, una modella di 23 anni a Ibiza il 10 luglio, sempre dopo averla resa incosciente con un mix di droghe. «Ogni tanto mi vengono dei momenti di senso di colpa per cui prendo in considerazione di essere meno un animale»: è l'emblematico messaggio scritto dall'ex "numero uno" di varie start up in una chat nell'aprile 2020 che compare nel provvedimento firmato dal gip di Milano Tommaso Perna. Chat che denota un «preoccupante maschilismo ed un carattere prevaricatore». E le sue azioni mostrano «disprezzo per il valore della vita umana, soprattutto di quella delle donne», tanto che anche ai domiciliari potrebbe commettere «reati della stessa indole». Il gip ha detto sì alla misura cautelare per violenza sessuale e cessione di droga per il presunto stupro di "Villa Lolita", residenza presa in affitto nell'isola spagnola da Genovese. Violenza il cui racconto a verbale, reso dalla ragazza a ottobre e prima dell'arresto dell'imprenditore, era già venuto a galla. Il gip, però, ha bocciato le ipotesi d'accusa per un tentato abuso sulla stessa 23enne e per 6 episodi su due ragazze che nelle scorse settimane avevano rinunciato all'anonimato parlando sui media. A inchiodare l'ex fondatore di Facile. it per la vicenda Ibiza ci sarebbero, almeno 6 testimoni, «ospiti» ai party. La coppia avrebbe offerto più volte alla giovane cocaina e ketamina fino a ridurla in uno «stato di alterazione del livello di coscienza». L'avrebbero costretta a subire «atti sessuali» fino a che «la ragazza non veniva accompagnata fuori dalla stanza sorretta dai due», poiché «incapace di reggersi in piedi e sanguinante». «Quando ne abbiamo parlato al telefono mi ha detto che Genovese l'aveva drogata "fino al midollo"», ha spiegato un'amica della 23enne. «Ho avuto paura che fosse andata in overdose», ha riferito Alessandro Paghini, pr e tra gli organizzatori dei festini, dicendo anche che era stata «usata» come «un sacco di patate». --