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CUORGNÈ Nessuna ulteriore riduzione sulla Tari in vista per i commercianti di Cuorgnè, e tra gli esercenti penalizzati dalle chiusure delle attività dovute ai ripetuti lockdown per l'emergenza Covid cresce il malumore. A novembre, i negozianti avevano protocollato in municipio una lettera e venerdì si è tenuto un incontro con il sindaco, Beppe Pezzetto, gli assessori al Bilancio, Laura Febbraro, ed al Commercio, Carmelo Russo Testagrossa, che ha deluso le loro aspettative.le ragioni della munIcipalità«Abbiamo dato seguito ad un attento approfondimento delle possibilità di intervento del Comune nella direzione da voi auspicata e verificato l'evolversi della situazione normativa - si legge nella missiva inviata ai commercianti -. L'amministrazione ha pienamente compreso le ragioni della richiesta ed intende fare tutto quanto possibile per sostenere le attività commerciali cuorgnatesi attraverso ogni tipo di iniziativa, non solo di carattere economico-finanziario». E, in effetti, durante il primo lockdown l'esecutivo Pezzetto ha deliberato una serie di agevolazioni fiscali con l'annullamento di tre mesi di Tari, dell'intera annualità della Tosap con ampliamento gratuito delle aree di occupazione del suolo pubblico e la possibilità di utilizzare gratuitamente spazi dedicati alle affissioni pubblicitarie.«Con l'aggravarsi autunnale dell'emergenza sanitaria ed i conseguenti nuovi provvedimenti restrittivi - aggiungono Pezzetto, Febbraro e Russo Testagrossa-, abbiamo preso in considerazione la possibilità di applicare una ulteriore riduzione della Tari, anche cercando e trovando le dovute coperture finanziarie nel bilancio comunale. Purtroppo, in materia di Tari, la flessibilità dei Comuni è ridotta, potendo solo muoversi in una cornice normativa molto rigida dettata da leggi nazionali e, a partire dallo scorso anno, dalle direttive dell'autorità preposta».bocciata ogni richiesta«In questi ultimi mesi - osservano, ancora, dalla municipalità - , abbiamo cercato una soluzione al problema, confrontandoci anche con altri enti, esperti tributaristi e sostenendo le richieste di Anci al Parlamento in una direzione favorevole ad una estensione temporale delle agevolazioni. Purtroppo, la ragioneria dello Stato, prima, e la commissione Bilancio e finanza del Senato, poi, hanno bocciato la proposta». «La nostra richiesta era un aiuto a pagare la Tari e non uno sconto - replicano Marco Camerlo, Alessandra Luppi, Salvatore Maio e Maurizio Scafidi, i 4 baristi che si sono fatti portavoce delle preoccupazioni dei colleghi -. Cosa succede adesso? Bisogna aspettare che ci sia un cambio di posizione di qualcuno? Noi, nel frattempo, attendiamo di incassare qualche soldo e, se ne avanzerà, potremmo pensare di pagare la Tari». --chiara cortese