Caluso, l'ex Sferal ospiterà il museo dell'informatica

CALUSO La riconversione dell' ex complesso industriale Sferal di Caluso, acquistato dal gruppo cinese Jekeen nel novembre del 2019, comincia a muovere i primi passi aprendosi al territorio. Il piano terreno della palazzina, esempio di architettura industriale in stile liberty, che un tempo ospitava gli uffici, potrebbe diventare la sede del museo dell'informatica, affidato alla gestione di Pozzo di miele, l'associazione milanese che raggruppa alcuni ex dipendenti dello stabilimento (aveva una sede a Pregnana) fin da quando si chiamava Bull, era leader nella produzione di stampanti ed occupava mille addetti. Un altro capannone invece sarebbe lo spazio ideale per i Volontari del soccorso Canavese sud che con cinque ambulanze e altrettanti mezzi per i trasporti socio sanitari sono alle strette nel poliambulatorio di Caluso. «Per il momento - informa l'assessore alle finanze Giuliana Patterlini - siamo in una fase interlocutoria. I vertici del gruppo però la scorsa settimana ci hanno invitati per fare insieme un sopralluogo nel polo di via Martiri d'Italia, e ci hanno confermato le intenzioni annunciate l'anno scorso, ma bloccate dalla pandemia».Hanno partecipato al sopralluogo anche Piergiorgio De la Pierre, esponente del gruppo di minoranza consiliare ed Eugenio Abellonio, presidente dei Volontari del soccorso. Intanto in questi giorni sono partiti i lavori di pulizia dell'intero complesso che poi dovrà essere riqualificato per fare posto ad una delle attività del gruppo Jekeen, focalizzata sull''allestimento di camion, soprattutto per l'industria alimentare e nella lavorazione e nell'assemblaggio di materie plastiche. Partecipata del gruppo è una ditta, già operativa a Nichelino che si occupa di ricondizionamento di macchinari. A questo scopo il consiglio comunale, nell'ultima seduta prima dello scoppio dell'emergenza sanitaria aveva invece approvato all'unanimità una modifica da inserire nella variante al Prg che prevede il frazionamento del complesso. Invece del mantenimento dell'unitarietà aziendale come era stato previsto dagli accordi sindacali prima del fallimento della Sferal, nel tentativo di salvaguardare l'occupazione. L'ex polo manifatturiero verrà quindi frazionato e sarà oggetto per l'appunto di un piano di riqualificazione. Il gruppo cinese si era aggiudicato all'asta, al costo di una villa, un ex comprensorio industriale esteso su 45mila quadrati lungo l'asse centrale di via Martiri d'Italia, con due capannoni produttivi ed una palazzina uffici. Fino al 2010 lo stabilimento di via Martiri, pur cambiando diverse volte assetto societario, era stato il maggior polo del calusiese, leader nella produzione di stampanti e di piastrine elettroniche. Poi, con l'ultima divisione del comprensorio industriale finito nelle mani di due diverse proprietà era arrivata la crisi, finita con il fallimento ed il declino del sito. I vertici del gruppo cinese, nell'ottica di intavolare buoni rapporti, hanno promesso al Comune la donazione di un termoscanner e una fornitura di mascherine chirurgiche. --Lydia Massia