Promozione, club rassegnati Vicino lo stop ai campionati

IVREAPer l'Eccellenza si vede la luce, con la probabile ripresa degli allenamenti dal 6 marzo. Tutto ancora nel limbo per i campionati dalla Promozione in giù e per l'attività giovanile. In tal senso la Lnd ha avanzato formale richiesta al Coni per il riconoscimento di interesse nazionale per i massimi campionati regionali di calcio a 11 (Eccellenza) e di calcio a 5 maschile (C1, c'è il Castellamonte) e femminile. Va rimarcato che al momento nessun campionato dilettantistico o di settore giovanile è stato definitivamente sospeso e che pertanto la stagione sportiva in corso non è stata ufficialmente annullata. Si aspetta con ansia il nuovo Dpcm che nelle zone gialle, come svelato da una bozza pubblicata su un quotidiano nazionale, potrebbe consentire gli allenamenti per gli sport da contatto e di squadra, sia dilettantistico che di base. Ma cosa ne pensano i dirigenti delle squadre canavesane di questa situazione e dell'eventuale ritorno in campo dei campionati a partire dalla Promozione? Per Mimmo Foti direttore sortivo dell'Ivrea calcio: «La situazione attuale a livello epidemiologico non consente ancora di riprendere l'attività sportiva dilettantistica. Prima dello sport viene la salute. Certo che spiace buttare via una stagione sportiva ma non vedo alternative. Qualora si avesse il via libera per ricominciare siamo certi che tutti i ragazzi saranno pronti a ripartire oppure dovremo fare i conti con le loro, più che giustificate remore? Non dimentichiamoci poi - continua Foti - che il protocollo da seguire per allenamenti e gare, con tanto di tamponi, sarebbe un ulteriore aggravio di costo per le già traballanti casse delle società che, tra l'altro, visto che si dovrà giocare a porte chiuse, non potranno neanche contare sugli incassi al botteghino. Con questo scenario vedo difficile il ritorno in campo dei dilettanti».Anche il presidente dei nerostellati del Quincitava Luca Serra non è ottimista sulla ripresa: «In questo momento le priorità sono altre. Va bene lo sport ma prima bisognerà pensare a ritornare alla vita normale. Adesso non ci sono le condizioni per ripartire in sicurezza, senza contare che le società per adempiere ai protocolli avrebbero delle spese difficilmente sostenibili. Il discorso potrebbe essere diverso per quel che riguarda i ragazzi delle giovanili. Consentire loro di potersi allenare sarebbe un bel passo in avanti e una valvola di sfogo in questi momenti difficili». Più o meno dello stesso avviso il presidente dei granata della Rivarolese Jose Surace. «Sarebbe bello poter riprendere. La voglia c'è ma bisogna prendere atto che nella situazione in cui viviamo non ci sono le condizioni per tornare a sfidarci in campo. Meglio a questo punto pensare alla prossima stagione nella speranza che tra vaccini e quant'altro si torni alla vita di prima». Tradotto: in buona sostanza, quand'anche si avesse il via libera per ricominciare, alla luce di quanto si può dedurre, sarà quanto mai improbabile, al di là di format più o meno perseguibili, vedere ricominciare i campionati dilettantistici. Qualche speranza in più per quel che riguarda le giovanili: se non con i campionati si potrà sempre virare sulla disputa dei tornei in modo da non lasciare fermi i ragazzi. Ma per questo bisognerà ancora attendere. Ricordiamo che la richiesta della Lega nazionale al Coni per il riconoscimento di interesse nazionale dei massimi campionati regionali ha l'obiettivo primario di consentire la ripresa degli allenamenti anche con modalità da contatto. Il Coni, che non ha nessun potere discrezionale in merito, in questi giorni riconoscerà l'interesse nazionale al campionato di Eccellenza e da quel momento potranno essere ripresi gli allenamenti in forma collettiva con utilizzo degli spogliatoi, seppur con stringenti limitazioni. I dilettanti chiedono alla Figc l'erogazione di contributi per la gestione del protocollo sanitario a favore delle società, di cambiare i format dei campionati e prorogare la finestra di mercato al 31 marzo. --alfio quarello