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IVREAUn anno di reclusione per simulazione di reato. Doveva pagare duemila euro di bollette telefoniche e denunciò ignoti per sostituzione di persona nei contratti telefonici. È una storia curiosa quella che ha per protagonista Bogdan Scanteie, 34 anni, residente a Banchette, di nazionalità rumena, difeso dall'avvocato Mario Benedetto. L'uomo è accusato del reato di simulazione di reato. Ieri si è concluso il processo davanti al giudice Elena Stoppini del tribunale di Ivrea, ma la vicenda risale a ben dodici anni fa. Era il 30 luglio del 2009, quando l'imputato si sarebbe recato in un negozio di telefonia di Ivrea chiedendo di attivare 4 contratti telefonici. Pochi mesi dopo a Scanteie la compagnia telefonica notificava una bolletta di 2.000 euro in telefonate. Una bella cifra, tanto che, secondo l'accusa, l'imputato aveva pensato di cavarsela con una denuncia. Recatosi al commissariato di Ivrea avrebbe raccontato alla polizia di non sapere nulla di quei contratti e che, forse, era stata un'altra persona a fingersi lui e ad attivarli. Si configurava il reato di sostituzione di persona o truffa, e la polizia aveva avviato le indaginI. I contratti, però, erano stati fatti ed era stato utilizzato anche un documento di Scanteie, il passaporto. La difesa, però, ha sostenuto che i contratti non fossero firmati e che addirittura uno dei quattro contratti fosse stato fatto da un'altra persona il giorno dopo ai precedenti tre. Insomma, una storia complicata, che non reggeva e che a quel punto ha portato all'incriminazione dell'imputato, nel 2010, per simulazione di reato. Da allora il rumeno è irreperibile, finito chissà dove, tanto che nel 2015 veniva dichiarato contumace, ma il processo continuava a languire in tribunale (uno dei poliziotti sentito in tribunale nel frattempo è andato in pensione). La condanna rispecchia le richieste del pubblico ministero. Inutile per la difesa anche sostenere che i termini erano trascorsi e che il reato fosse da ritenersi prescritto. --Valerio Grosso