Per la Fisarmonica di Cinzia Tarditi 30 anni di scuola
BORGOFRANCOTra gli anniversari che il Coronavirus non ha permesso di festeggiare, c'è quello per i trent'anni dalla fondazione, a Borgofranco, della scuola per fisarmonicisti. Scuola diretta, a partire proprio dal 1990 da Cinzia Tarditi la quale, a sua volta non ha potuto festeggiare come avrebbe voluto i suoi 50 anni. Racconta Cinzia: «Iniziai con qualche allievo e in breve tempo, senza pubblicità e col solo passaparola mi ritrovai attorniata da decine di aspiranti fisarmonicisti, da bambini dell'asilo fino a persone anziane, uomini e donne. E c'era anche qualche disabile». Una scelta alla quale Tarditi ha dovuto sacrificare ore di studio e preparazione per poter affrontare al meglio i suoi concerti in Italia ed all'estero: «Nel momento in cui intraprendi la strada dell'insegnamento ti dedichi totalmente agli allievi dei quali a volte ti trovi ad essere un po' mamma, amica, confidente e, se capita, anche psicologa». Tre le fisaorchestre create da Cinzia negli anni: il gruppo Accordéon; l'Accordéon Classique, più raffinato e con agli allievi più bravi, ed infine l'Accoredéon Kids, riservato ai giovanissimi. Altra iniziativa di Tarditi, il progetto Montmartre, con tutti i fisarmonicisti della scuola impegnati a suonare per le strade dei paesi, per poi affidare alla fisaorchestra Accordéon Classique il concerto finale. Impegnata anche nel sociale, la scuola diretta da Tarditi, con esibizioni a favore di Telethon e nei reparti ospedalieri di Oncologia.Per le sue fisaorchestre apparizioni su Tv nazionali ed estere e concerti su prestigiosi palcoscenici. Per la sua attività di insegnante e concertista a Tarditi è stata conferita la "Stella Cea", una sorta di Nobel della Musica, certificato dal calco in oro zecchino della mano destra di Cinzia la cui impronta dell'arto figura ora insieme a quella dei grandi della Fisarmonica al Museo di Recoaro Terme. Le lezioni di Tarditi sono proseguite online anche durante il lockdown. «La musica non può aspettarci né fermarsi», conclude. --giacomo grosso