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IvreaIl garbo e la gentilezzadi Roberto OlivettiGradirei onorare la figura di Roberto Olivetti con un ricordo di colui che fu, sul finire del '53, direttore della filiale Olivetti di Verona. Gli uffici della filiale erano in via Scudo di Francia, 2 proprio nel bel mezzo del centro storico della città scaligera. L'officina di assistenza clienti, staccata dagli uffici, era ubicata all'inizio di corso Porta Nuova. Le visite del direttore della filiale al personale dell'Officina erano frequenti, quasi giornaliere. Il modo con cui queste erano condotte esemplificava appieno l'aperta personalità del direttore. Fu in occasione di una trasferta da Ivrea presso il Servizio Tecnico della filiale scaligera che ebbi modo di cogliere l'umanità e il garbo di un dirigente di filiale che anteponeva, alla forma un po' padronale del tempo, la democraticità e soprattutto "l'umanità della sostanza" nella quale armoniosamente confluivano, senza porti minimamente a disagio, garbo e rispetto. Vi era in quel direttore di filiale, in Roberto Olivetti appunto, una spontaneità e cortesia da ricordarlo con ammirazione e simpatia. In quegli anni '50, dove il rapporto tra superiori e dipendenti era, da sempre, da subalterni, il modo educatamente informale del dottor Roberto finì per dare a questo, un nuovo più umano volto. Per questo suo modo di essere e di agire, noi dell'officina replicavamo con sentimenti di ammirazione, dedizione e stima.Da parte di tutti vi era nei confronti di quell'uomo venuto da Ivrea, una voglia matta di far bene. In quegli anni cinquanta, dove nei luoghi di lavoro la signorilità e garbo erano, in genere, opzioni più rare di un tredicino al totocalcio, quelle espresse dal dottor Roberto parevano, a tutti noi, un fatto straordinariamente sorprendente. In quei pochi mesi alle sue dipendenze ebbi, con un altro collega più volte modo di apprezzarne anche la discrezionalità. Per la gestione del personale tecnico in trasferta non vi erano allora, normative o accordi sindacali che ne regolassero esplicitamente gli aspetti economici; tutto era, in un certo qual modo, demandato alla discrezione del direttore di filiale. Quale altra persona ci avrebbe. il collega ed io, mai interpellati sulla bontà e sulla sistemazione in albergo come lo fummo, e in modo assolutamente discreto che aveva il sapore del candore, se non il dottor Roberto stesso? Oppure fugando un certo qual imbarazzo per quel suo inserirsi in quella che oggi noi definiremmo privacy, chiederci - discretamente e quasi con imbarazzo - come stavamo a soldi? O ancora, quale altro dirigente ci avrebbe mai offerto, in accordo con il capo officina Balestro, un fine settimana in famiglia? Ciò che differenziava il dottor Roberto Olivetti dai più, non era solo il cognome, ma il modo e il garbo con cui lo onorava. Nella casualità di un incontro, quale altro dirigente avrebbe,- dopo anni e anni, con il sorriso sulle labbr, felicitandosi, ricordato il vostro nome in quella Scuola Stac di Johannesburg in cui al tempo operavo, se non il dottor Roberto Olivetti? È con gli stessi sentimenti di rispetto, ammirazione e stima di quei lontani anni che gradirei, a quell'uomo venuto da Ivrea, come dicevano a Verona sul finire del '53, dedicargli con ammirazione e stima questo ricordo.Alessandro CrottaMontalto DoraBanchetteTari, la minoranza fa il suo lavoroLeggo il comunicato del 29 dicembre 2020, in cui l'amministrazione del comune di Banchette comunica che si prenderà cura del problema della Tari e questo mi fa piacere. Nel corso del consiglio comunale di Banchette del 30 novembre 2020, al punto relativo alla Tari, ho letto un comunicato dove io stesso chiedevo che venisse tolta la terza rata della Tari ai commercianti e venisse rimandata la votazione, per definire meglio l'aiuto. Riporto di seguito il mio intervento: «Per quanto concerne la terza rata Tari, sono d'accordo sulla necessità di spostarla al 15 febbraio 2021, però per quanto riguarda il pagamento per le attività commerciali e non, che hanno subito una chiusura forzata di circa 3/4 mesi o un notevole decremento dell'incasso, ed hanno una superficie inferiore a 180mq, chiedo di rivedere i termini di pagamento con l'annullamento di tale importo ed usare i fondi del Comune come compensazione Ricordiamoci che in questo periodo particolare chi ha subito una chiusura forzata non ha potuto incassare, qualsiasi aiuto che questa amministrazione riesce a dargli, sostentamento, un incentivo e incoraggiamento a rimanere aperti. Un paese senza esercizi commerciali e non è un paese destinato a morire. Per questo motivo chiedo a tutti voi che non venga approvata come tale, ma venga modificata e successivamente approvata». Il 29 dicembre 2020, l'amministrazione comunale di Banchette, in un comunicato, dice che si assume parte del suddetto problema e di questo sono ben contento. Purtroppo nel comunicato si legge anche che l'amministrazione ha assistito ad una campagna di disinformazione di una parte dei consiglieri di minoranza facendo leva sulle difficoltà e sulle preoccupazioni dei cittadini. Invito l'amministrazione a specificare dove e quando ha assistito a tale campagna e ricordo che i consiglieri di minoranza, per fare bene il loro lavoro, devono evidenziare e comunicare con tutti i loro mezzi possibili all'amministrazione i problemi rilevati, affinché tali criticità siano affrontate e risolte soprattutto se vedono che la maggioranza non è sensibile ad alcuni argomenti. Devo dire che più di una volta è servito. Adesso si attende di sapere come vengano suddivisi gli importi stanziati per la Tari, con la speranza che venga annullata la terza rata a tutti i commerciati le cui attività abbiano una superficie inferiore a circa 180 metri quadri. Se questo avvenisse, sarebbe una grande vittoria per il Comune di Banchette.Il sottoscritto, consigliere di minoranza del gruppo (Noi con voi per Banchette), e i consiglieri del gruppo (Uniti per Banchette), subito dopo l'appello del Consiglio di Banchette del 29 dicembre 2020, abbiamo comunicato che, in segno di protesta per un episodio avvenuto al consiglio del 30 novembre 2020, abbandonavamo l'aula.Emanuele SplendoreNoi con voi per BanchetteTorinoVaccino prioritario anche nelle carceriSignor Presidente Cirio,con l'arrivo del vaccino anti-Covid, si pone, anche nella nostra Regione, il problema della necessità di una vaccinazione dell'intera popolazione in presenza di una pandemia. Con esso il problema della priorità di somministrazione e la necessità di definirne i criteri, anche affrontando i problemi bioetici e pratici connessi. È molto importante tenere conto delle necessità degli individui anche a prescindere dalla loro condizione sociale. Le chiediamo di considerare con la massima attenzione e urgenza la condizione della popolazione detenuta affinché non vi sia alcun tipo di discriminazione. Il carcere presenta inoltre criticità dovute al sovraffollamento che suggerirebbero massima priorità per la vaccinazione sia per i rischi di gravi conseguenze per la popolazione detenuta e anche per il personale costretto già a duri turni di lavoro in condizioni spesso difficili. Chi si trova in condizioni di detenzione non ha la possibilità di mantenere le distanze necessarie come il resto della popolazione e ci auguriamo che i tecnici, che indicano i criteri di priorità riguardo la vaccinazione della popolazione, non ignorino tali condizioni. Auspichiamo pertanto che la nostra Regione guardi nella giusta direzione e che le scelte che guideranno la vaccinazione dal Covid-19 tengano conto di chi si trova privato della sua libertà personale. Le chiediamo eventualmente di sollecitare anche il nostro Governo ad avere maggiore attenzione per le gravi conseguenze che si potrebbero determinare all'interno delle carceri laddove il sovraffollamento può alimentare il diffondersi del Covid-19. Anche l'Associazione Marco Pannella di Torino partecipa all'iniziativa nonviolenta dell'esponente del Partito Radicale Rita Bernardini che ha ripreso nelle scorse ore uno sciopero della fame per sensibilizzare le istituzioni su questi temi.Sergio RovasioPresidente Associazione Marco Pannella di Torino