Con le case di comunità sanità vicina ai cittadini
Il Recovery raddoppia la dote per la sanità "di prossimità" che dai nove miliardi iniziali passa a diciotto, che diventano 19,7 considerando anche le risorse del React Ue. Ben 7,5 miliardi andranno al potenziamento della sanità territoriale, punto debole del sistema durante i mesi della pandemia. La novità più importante sono le 2.564 "Case della Comunità", una ogni 24.500 abitanti da realizzare per garantire assistenza a 13 milioni di pazienti cronici, facendo lavorare a braccetto medici di famiglia, pediatri, specialisti ambulatoriali e infermieri. Sono maxi ambulatori, con orari di apertura estesi, che dovranno fare anche da collante con l'assistenza di tipo sociale.Un altro miliardo è destinato a potenziare l'assistenza domiciliare e la telemedicina, che si avvarrà di 575 centrali di coordinamento e di oltre 51 mila medici e professionisti sanitari dotati di kit tecnologici digitali.Sono invece due i miliardi destinati agli "Ospedali di comunità", che dovranno assistere quei pazienti che, pur non avendo più bisogno dell'ospedale, non possono però nemmeno essere assistiti in casa. In tutto, 753 strutture intermedie nuove di zecca, con un bacino di utenza pari a ottantamila abitanti ciascuna.Al fascicolo sanitario elettronico andrà invece un miliardo. Oggi solo il 40 per cento degli italiani lo ha attivato, eppure la fotografia digitalizzata del nostro stato di salute, ma anche di ricoveri e accertamenti già eseguiti, è indispensabile sia per migliorare la qualità dell'assistenza sia ad evitare inutili duplicazioni di esami già eseguiti, che fanno aumentare spesa e liste di attesa.Altri 5,6 miliardi sono invece riservati a mettere in sicurezza i nostri ospedali che hanno in media settanta anni di vita, mentre 3,4 miliardi andranno ad ammodernare il parco tecnologico e digitale ospedaliero che oggi risulta al 70 per cento obsoleto. --pa. ru.© RIPRODUZIONE RISERVATA