Scuola, tavolo oggi in Prefettura I presidi: «Meglio iniziare dall'11»

Andrea Scutellà / ivreaSarà un tavolo organizzato oggi in Prefettura a decidere il destino della prossima settimana di scuola piemontese e, di conseguenza, canavesana. Perché se l'ultima ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza del 24 dicembre e la conseguente nota del 28 dicembre del capo dipartimento del Miur sono chiare, e parlano di rientro a scuola il 7 gennaio e didattica in presenza fino al 15 al 50%, il fronte di chi vorrebbe lasciare alle scuole almeno un weekend per finire di programmare un rientro complesso, si amplia sempre di più. Anche se la nota del Miur parla di «disposizioni non derogabili». 25aprile-faccio: «A scuola dall'11»Praticamente unanime il giudizio degli addetti ai lavori canavesani: sarebbe meglio rientrare lunedì 11. E c'è chi pensa già di utilizzare a tal proposito le maglie dell'autonomia scolastica, come il dirigente del XXV Aprile-Faccio di Cuorgnè e Castellamonte. Proponendo un ritorno graduale sui banchi dei circa 1.100 studenti delle 56 classi dell'Istituto di istruzione superiore. «Con il mio staff- spiega il dirigente scolastico, Daniele Vallino-, si è deciso per il 7 e l'8 gennaio di mantenere l'orario in vigore prima della pausa per le vacanze natalizie con la didattica in presenza solo per i laboratori e per gli allievi con sostegno. Da lunedì 11, invece, le lezioni saranno per il 50% in presenza e per la parte restante da casa a seconda degli anni delle varie classi. Dal 18 gennaio in avanti, al momento, siamo in balia di quelli che saranno gli ultimi numeri dell'epidemia. È un'assurdità, non ci si può sempre mascherare dietro all'aleatorietà della situazione per giustificare uno stato costante di sospensione che crea disagi, paradossalmente, molto maggiori del virus. Non si tiene conto di quelle che sono le conseguenze psicologiche e sociologiche». Fondamentale soprattutto per realtà come Cuorgnè e Castellamonte è il nodo dei trasporti. «Sono quelli che sono ed è questo il motivo per cui si opta per il ritorno in classe al 50%- aggiunge il preside Vallino, da sempre convinto sostenitore della didattica in presenza-. I due giorni in cui le lezioni continueranno con le modalità precedenti alla pausa per le festività, permetteranno di dare tempo alla Gtt di attivare le corse dei mezzi pubblici per l'orario definitivo. L'ipotesi del doppio turno (un ingresso alle 8 uno alle 10, ndr) non è proponibile fuori città». Più prudente è l'approccio di Katia Milano, dirigente del Martinetti di Caluso. «Siamo pronte a prendere decisioni nel rispetto delle norme - spiega -, ma è evidente che sarebbe stato meglio avere tempo fino all'11. Il problema è che a noi la decisione sarà comunicata il 5 e da lì avremo soltanto il 6, anche se abbiamo già preparato ogni scenario possibile». Il piano trasporti del martinetti D'altronde c'è un mondo che ha dato prova di flessibilità e di approccio scientifico all'epidemia, è proprio quello scolastico. «Noi stiamo mettendo a punto - prosegue Milano -, un'interlocuzione continua con i gestori del trasporto pubblico locale, che nel nostro caso sono più di uno. D'altronde abbiamo studenti che vanno dalle Valle Orco fino a Cavagnolo. Con le mie collaboratrici stiamo risalendo alle linee, alle tratte per sapere con precisione chirurgica chi prende i mezzi e quanti ce ne sono, in modo da avere numeri precisi per capire effettivamente se con la capienza al 50% riescono a portarci tutti gli studenti. Stiamo facendo quello che altri avrebbero dovuto fare da aprile». Per l'organizzazione al 50 per cento il Martinetti ha previsto di alternare la presenza nelle classi: una parte seguirà le lezioni in diretta streaming, mentre l'altra sarà in presenza. Un orizzonte temporale di 10 giorniNon ci saranno problemi a portare a scuola la metà degli studenti al Gramsci di Ivrea. «Ma - nota il dirigente Marco Bollettino - ad oggi non abbiamo ancora un piano di trasporti definito. Possiamo organizzare i doppi turni, già lo facevamo prima. Certo, quest'incertezza non fa bene, calcolando anche che il nostro orizzonte temporale va dal 5 gennaio al 15. Solo martedì sapremo quello che succederà e dopo dieci giorni potrebbe cambiare tutto. Noi ci siamo organizzati in maniera flessibile, ma così è davvero complicato». Per riportare in classe gli studenti, secondo Bollettino, bisognerebbe seguire la regola delle tre "t" «test, tracciamento e trasporti. Bisognerebbe fare uno screening periodico di studenti e personale scolastico. E sarebbe molto importante mettere nelle priorità dei vaccinati i lavoratori dell'istruzione». Resta poi la vecchia proposta del gruppo Condorcet di rivedere l'intero calendario scolastico, allungandolo fino alla fine di giugno, pensando al contempo delle pause mirate, con l'eliminazione delle vacanze di Carnevale. «Nel frattempo - conclude Bollettino - Noi forniremo a tutto il personale scolastico mascherine ffp2». --(ha collaborato Chiara Cortese).