Violenza sessuale per strada Giovane condannato a 6 anni

STRAMBINO L'aveva pedinata per poi picchiarla e violentarla in una strada isolata a Strambino: stupratore condannato a sei anni di carcere per aver abusato di una 27enne della zona. Il processo è terminato lunedì con la condanna di Sorin Simandan, 31 anni senza fissa dimora di nazionalità rumena, difeso dall'avvocato Mario Benedetto del Foro di Ivrea. Il processo nei suoi confronti per i reati di lesioni, rapina e violenza sessuale si è tenuto avanti al gup Marianna Tiseo del tribunale di Ivrea. La giovane aggredita si era costituita parte civile con l'avvocato Enrico Scolari. I fatti risalgono alla sera del 3 aprile di quest'anno, mentre la ragazza torna dal lavoro.Per il lockdown a Strambino c'è poca gente in giro, lei a piedi imbocca una strada nei pressi della Coop, poco distante c'è la caserma dei carabinieri. È tranquilla anche quando alle spalle sente arrivare qualcuno, quella strada la fa spesso, la prendono in molti per passeggiare di questi tempi. Invece due mani l'afferrano, la gettano a terra. Il suo assalitore le piomba addosso e comincia a colpirla selvaggiamente con i pugni al volto e al corpo. Lei è stordita, sta per svenire. Lui le dice di dargli il cellulare, lei è pietrificata, lo prega di non colpirla, che gli darà tutto, che non le faccia del male. Poi si avvicina qualcuno, è un uomo in bici, si ferma un attimo, lei non ha la forza di gridare, l'uomo li guarda per un istante e poi si allontana senza aiutarla, nella totale e più terrificante indifferenza. Il peggio arriva poco dopo, la rapina non è lo scopo principale del suo assalitore. La trascina afferrandola per un braccio in un luogo ancora più appartato. Lì avviene la violenza. L'uomo le dice che è la sua regina, che la ama, poi la minaccia se parlerà le promette che l'avrebbe cercata nei giorni successivi. Alla fine, però, la ragazza riesce a liberarsi. A salvarla è una telefonata di una persona di famiglia, Simandan alla fine desiste e la lascia andare non prima di averle fatto promettere che non si vendicherà e che non chiamerà la polizia per denunciarlo. Lui si allontana come se nulla fosse accaduto. Lei barcolla verso casa, cerca aiuto, sanguina ed è disperata, alla fine si accascia vicino ad un palazzo, dei residenti la vedono e corrono a soccorrerla. Riesce a chiamare al telefono la madre e, poi, si reca dai carabinieri. Grazie alla descrizione precisa dell'uomo, i militari lo rintracciano e lo arrestano mentre vaga per le vie di Strambino. Oltre alla condanna penale (ridotta grazie al rito abbreviato), l'uomo è stato condannato a risarcire la vittima con quindicimila euro di provvisionale. La vittima nei giorni successivi ha trovato la forza per scrivere sui social, per confidarsi e per dire a tutte le donne vittime di violenza di denunciare sempre e di fare attenzione. --VALERIO GROSSO