Nelle panchine non ci si può più sedere Multe fino a 206 euro per chi contravviene
Mauro Michelotti/rivaraNessuno si può più sedere sulle panchine disseminate nel territorio del Comune di Rivara, capoluogo e frazioni, dunque, onde evitare pericolosi assembramenti. Un provvedimento «drastico, ma necessario», quello adottato dal sindaco, Roberto Andriollo, che martedì scorso ha emesso un'ordinanza perentoria e disposto, immediatamente, che le panchine venissero rese inutilizzabili "rivestendole" col classico nastro bianco-rosso. C'è, naturalmente, per i contravventori, ai sensi dell'articolo 650 del codice penale, la potenzialità dell'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a 206 euro «salvo che il fatto non costituisca più grave reato». È evidente che si vuol evitare che si arrivi a tanto, ma tutto dipenderà dal senso di responsabilità che dimostreranno i cittadini. Della serie, uomo avvisato...ignorati gli avvertimenti «I Dpcm sono precisi, circostanziati, ci dicono che cosa possiamo o non possiamo fare, poi, sta a noi sindaci fare in modo che vengano applicati senza infierire, se non necessario, visto il momento di grande fragilità che stiamo vivendo, che si accompagna alla frustrazione perché ci si sente privati delle proprie libertà - sottolinea il primo cittadino - . Detto questo, ci sono situazioni che non si possono ignorare, soprattutto quando di mezzo c'è la salute di tutti. A Rivara, come altrove, da sempre c'è la consuetudine che i pensionati si ritrovino la mattina o nel primo pomeriggio per scambiare due parole, stare insieme, far passare il tempo, in sostanza, e piazza Martiri della Libertà è uno dei luoghi preferiti perché centrale, con due bar che insistono sulla stessa piazza ed altri a poche decine di metri. Ci sono panchine a disposizione di chiunque che loro utilizzano abitualmente, ma in modo improprio, nel senso che sono uno accanto all'altro, senza alcun distanziamento. Lo abbiamo fatto presente, sono stati richiamati amichevolmente da carabinieri, agenti della polizia municipale, ma hanno fatto orecchie da mercante. Adesso che l'attività di ristorazione si può fare solo all'esterno degli esercizi pubblici, dopo essersi fatti consegnare il caffè, il cappuccino o qualcos'altro, invece di consumarlo in piedi, preferiscono sedersi sulle panchine, che certamente sono più comode, ma non uno alla volta, o distanziati, uno accanto all'altro. Se devo sorseggiare il caffè, devo per forza abbassare la mascherina, ma se contemporaneamente l'abbassano uno o più persone che ho accanto, non va bene, perché il rischio di contagio è altissimo».bene i mercati, gente responsabileCome detto, i pensionati sono stati ripresi più volte, ma non è servito. Tra mugugni e manifestazioni di insofferenza la situazione si è protratta finché Andriollo ha deciso di dire basta. Panchine off limits, dunque, ma non solo in piazza Martiri o nel parco di Villa Ogliani, dove ha sede il municipio, proprio per evitare le possibili migrazioni («Mi siedo da un'altra parte»). «Non è una novità, alla fine, visto che già a marzo mi ero comportato allo stesso modo anche se in quella circostanza i Dpcm erano un po' diversi (guai allontanarsi oltre i 200 metri dalla propria abitazione, per esempio, ndr). La gente lo sa: dovrebbe uscire per fare la spesa, le passeggiate (con indosso la mascherina sono consentite), io non vieto e non vieterò i mercati se ci si comporta bene, non si fanno assembramenti, e mi sembra che sia gli operatori del settore che i clienti stiano dimostrando grande maturità, ma non accetto di essere preso in giro. Essere tolleranti va bene, abbiamo dimostrato elasticità non sanzionando nessuno come, invece, è avvenuto anche in paesi limitrofi a Rivara, ma approfittarne è inaccettabile».la voce sulla positività del sindacoComprensibile la reazione di chi ha visto il provvedimento come un'ulteriore penalizzazione, ma il sindaco, finché non ci saranno indicazioni diverse dalle attuali, le panchine rimarranno inagibili. «Si era pure sparsa la voce che io fossi positivo al Coronavirus, che, poi, se fosse stato così, ne avrei preso atto adottando il protocollo dell'isolamento fiduciario - aggiunge, ancora, Andriollo - . E, naturalmente, il chiacchericcio, vedendomi regolarmente in giro, si era fatto insistente. Non sono positivo al Covid, continuo a fare il sindaco come sempre, e le panchine restano solo un elemento d'arredo urbano». --